Ricordi di un tempo antico;il mulino di San Rocco a Mede

Nella città di Mede, adagiata nel verde delle campagne pavesi, si trova il mulino di San Rocco, uno dei pochi mulini della Lomellina rimasti come era un tempo.

Le sue origini risalgono al XVIII secolo quando il Duca Arborio di Sartirana fece costruire un canale irriguo che derivava le acque del fiume Sesia, nelle vicinanze di Langosco, e ne fece effettuare una derivazione a Sartirana allo scopo di portare l’acqua a Mede, oggi denominata la Roggia di Mede.

La costruzione del mulino e della chiesetta antistante fu opera di una congregazione di frati, che possedevano un convento nelle vicinanze della roggia.

Il mulino e la pista da riso erano azionate da due grandi ruote idrauliche di legno che utilizzavano un salto di due metri.

Dal 1750 il mulino è sempre stato gestito dalla famiglia dei Masinari.

L’arrivo dell’acqua alle otto del mattino della Madonna di settembre (l’8 del mese) era un evento importante per i molinari; rappresentava infatti l’inizio della campagna lavorativa, dopo i tradizionali sei mesi di pausa. 

Quella mattina si alzavano molto più presto del solito, e dopo aver ascoltato la S. Messa nella Chiesa di San Rocco, davano un ultimo controllo alle macine per vedere se tutto era a posto.

Anche la colazione era eccezionale: fin da subito le massaie mettevano a bollire il cappone e alle 7.30 preparavano sotto il camino due padelle per il tradizionale risotto.

Mentre il condimento per il riso cuoceva, i molinari andavano a vedere se arrivava da Sartirana l’acqua. Intanto cominciavano ad arrivare numerosi i primi clienti, con risoni da pilare, sacchi su carrette e addirittura sulle spalle o sulla testa.  

Subito dopo che l’acqua giungeva al mulino, le massaie tornavano in cucina a versare il brodo nel risotto e, dopo che questi era pronto, veniva offerto a tutti i presenti, innaffiato con il vino.

Dopo che tutti avevano ricevuto la loro porzione di risotto, i molinari si mettevano al lavoro.

Anche adesso, a Mede, malgrado i tempi siano cambiati, questa tradizione è ancora viva; infatti il risotto viene preparato e offerto in diverse occasioni.

(Tratto da Med l'è Med di Giuseppe Masinari)

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