Mortara: un nome, una leggenda

sant albinoAi tempi della dominazione longobarda la città di Mortara era soprannominata Pulchra Silva per i numerosi boschi lussureggianti ricchi di selvaggina che la circondavano.

Nel VIII secolo i longobardi erano entrati in guerra con il re Carlo Magno, anche se, per stipulare un’alleanza , il re franco aveva sposato Ermengarda, figlia del re Desiderio, che aveva però ripudiato nel 771.

L'esercito longobardo in breve subì  pesanti sconfitte e la battaglia di Susa fu l’inizio della fine.

 

Le truppe longobarde in rotta, al comando del re Desiderio, defluirono lentamente da occidente verso oriente, quando il re Franco intercettò i soldati in Lomellina.

Il 12 ottobre 773, proprio nelle vicinanze di Pulchra Silva, avvenne lo scontro decisivo tra i due eserciti, quello longobardo stanco di battaglie mentre i Franchi erano più forti e meglio equipaggiati.

La battaglia durò fino a tarda notte , e anche se i Longobardi si difesero strenuamente alla fine dovettero soccombere.

La leggenda racconta che i morti furono ben 44.000 longobardi e 32.000 franchi, oltre a un numero imprecisato di feriti da entrambe le parti.

 

Da quel momento in poi la città cambiò il suo nome in Mortis Ara, "l’altare della morte". 

Ma la vittoria fu pagata da Carlo Magno ad un prezzo molto alto, in quanto morirono due dei suoi più valorosi paladini, Amelio d'Alvernia e Amico di Beyre.

Erano nati nello stesso giorno ed erano stati grandi amici fin da piccoli, e dopo molte traversie si erano arruolati insieme nell'esercito franco, dove morirono nel medesimo istante durante la battaglia.

Con la benedizione del vescovo di Vercelli, Carlo Magno fece seppellire i due paladini in chiese diverse, ma il giorno dopo i loro corpi furono ritrovati insieme nella stessa tomba.

Quest'evento miracoloso portò alla beatificazione dei due amici, che vennero sepolti insieme nell'abbazia  di Sant'Albino, grazie alla benevolenza dello stesso Carlo Magno.

 

Adesso nella Mortara di oggi la piazza centrale della città è chiamata “Silvabella” , in ricordo di Pulchra Silva .

 

                                                                                                                                     Paola Montonati

 

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