Ludovico il Moro e Beatrice d’Este, un amore per sempre

solari monumento ludovico e beatrice 06Ludovico il Moro, che portò il Ducato di Milano all’apice del suo splendore economico, politico e culturale, visse una grande storia d’amore con la moglie Beatrice d’Este, simboleggiata dal grande sarcofago di marmo oggi custodito presso la Certosa di Pavia.

Quarto figlio di Francesco Sforza e di Bianca Maria Visconti, Ludovico nacque il 27 luglio 1452 nel castello di Vigevano, e trascorse la sua infanzia nella corte sforzesca, educato dalla madre e dall’umanista Filelfo.

Nel 1466 Francesco Sforza morì e il Ducato di Milano passò al figlio maggiore Galeazzo Maria, che dieci anni dopo fu assassinato sulla scalinata della chiesa di Santo Stefano, lasciando tutto all’unico figlio, Gian Galeazzo, che aveva sette anni ed era protetto dal ministro Cicco Simonetta, dalla madre, la duchessa Bona di Savoia, e da un consiglio di reggenza di cui faceva parte lo stesso Ludovico.

Gian Galeazzo era un bambino malaticcio e Ludovico, cogliendo al volo la situazione, rese la vita difficile a Simonetta, che fu poi condannato a morte nel 1480.

Ora Ludovico aveva via libera, ma Gian Galeazzo nel 1489 sposò Isabella d’Aragona, figlia di Alfonso II, re di Napoli, per creare un’alleanza fra i due stati.

Arrivata a Milano, Isabella si rese conto che in realtà il potere era nelle mani di Ludovico e informò il padre di come stavano le cose, e questa rivelazione causò una progressiva ostilità fra Milano e Napoli.

Ma Ludovico non si sgomentò e nel 1491 sposò Beatrice d’Este, la più giovane principessa della Corte di Ferrara, donna ricca di spensieratezza, vivacità e brio.

Il ricevimento di nozze in suo onore si svolse nelle sale del Castello Sforzesco, tra principi, ambasciatori, prelati, poeti, letterati.

Gian Galeazzo fu relegato a Pavia, mentre Ludovico e la moglie inauguravano una corte che fu tra le più belle di tutta l’Europa, grazie anche a Leonardo Da Vinci, giunto a Milano nel 1482, che dipingeva il Cenacolo, progettava il monumento equestre a Francesco Sforza, padre di Ludovico, e studiava il corso dei Navigli con le sue ingegnose chiuse.

Nel 1494 Ludovico, minacciato da Alfonso d’Aragona, chiamò in Italia Carlo VIII, re di Francia, che era desideroso di avere il trono di Napoli.

Così nel settembre del 1494 Carlo VIII scese in Italia attraverso il passo del Monginevro, fu accolto trionfalmente a Torino e ad Asti, e a Pavia si incontrò con Gian Galeazzo che il 21 ottobre, a venticinque anni, morì e Ludovico divenne il signore del Ducato.

Carlo VIII, dopo avere passato Firenze e Roma, il 22 febbraio 1495 arrivò a Napoli senza incontrare alcuna resistenza, ma Ludovico, capito il suo errore, formò con Venezia, la Spagna, il Papa Alessandro VI e l’Imperatore Massimiliano un’alleanza per lottare contro il nemico straniero.

Ormai in trappola, Carlo VIII risalì la penisola e a Fornovo sul Taro, il 6 luglio 1495, si scontrò con l’esercito della lega, da cui venne pesantemente sconfitto e tornò in Francia, mentre a Napoli riprendevano il potere gli Aragona.

Ludovico ormai aveva trionfato, ma nel gennaio 1497 la moglie Beatrice morì, con l’atteso erede del ducato, per le conseguenze del parto.

Nel 1499 il nuovo re di Francia, Luigi XII, scese in Italia, dove in poco tempo conquistò Milano, mentre Ludovico cercò aiuto presso l’imperatore Massimiliano a Innsbruck, poi assoldò 8.000 mercenari svizzeri e tedeschi e riuscì a riconquistare Milano poi Pavia, quindi Vigevano e infine Novara.

Ma Luigi riuscì a corrompere i capi delle truppe di Ludovico, che non erano ancora state pagate.

Il 10 aprile 1500 i due eserciti si scontrarono presso Novara e le truppe di Ludovico fuggirono al primo assalto, consegnando il duca al suo nemico.

Abbandonato da tutti, Ludovico fu rinchiuso nel castello di Lys-Saint-Georges nel Berry, poi nel castello di Loches, nella Francia centrale, relegato nei sotterranei, dove morì, dimenticato, il 17 maggio 1508, a soli 57 anni.

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