Leggende di Pavia

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La colomba pasquale

Quando Alboino, il re dei Longobardi, entrò in Pavia subito dopo averla conquistata, il suo cavallo stramazzò al suolo, dove oggi si trova l’attuale via Alboino, nei pressi della porta San Giovanni.

Nel tentativo di placare il Re, un fornaio gli offrì un dolce appena sfornato dalla forma di una colomba, simbolo di pace, pregandolo di risparmiare la città.

Il cavallo, come per miracolo, si rialzo in piedi ed il Re proseguì il viaggio.

Il giorno seguente Alboino ricevette il tributo che gli doveva la città: denaro, gioielli e 12 fanciulle.

La più giovane della fanciulle era Colomba, figlia del vecchio fornaio, che si dichiarò disposta a tutto pur di salvare la città dalla distruzione.

Alboino, ricordando il dono ricevuto,  concesse la grazia e liberò le ragazze.

Da allora la colomba divenne un dolce lombardo e prese il volo per il mondo.

La nascita del vecchio Ponte Coperto

Nell’anno 999 Pavia non aveva un ponte sul Ticino, dopo che il vecchio ponte romano era crollato; perciò si doveva adoperare il traghetto per passare da una sponda all’altra. La sera della vigilia di Natale di quell'anno, molti pellegrini avevano pensato di recarsi ad ascoltare la Messa di mezzanotte in città ma le tre barche di servizio, un po' per il buio e un po' per la confusione, non facevano un lavoro soddisfacente.

Inoltre ad un certo punto si levò un nebbione fittissimo, che impediva alle barche di lavorare.

In quel momento arrivo un gentiluomo vestito di rosso, che promise ai pellegrini che li avrebbe fatti passare tutti, purché lo seguissero.

Infatti, dopo un lungo viaggio, l’uomo mostrò ai pellegrini l'ombra di un ponte che pareva fatto di nebbia, e gli disse che sarebbe diventato un ponte vero, se gli avrebbero consegnato l’anima del primo che vi sarebbe passato sopra.

Tutti capirono che lo straniero era il diavolo in persona, ma non poterono che accettare i patti.

In quel momento intervenne l'arcangelo Michele che, sotto mentite spoglie, promise al diavolo che avrebbero mantenuto il patto ma dopo che lui avesse finito di costruire il ponte.

Il diavolo accettò e, terminato il ponte, rimase ad attendere il primo passante, ma l'angelo fece in modo che il primo a passare fosse un caprone.

Ormai gabbato, il diavolo scatenò un forte temporale. ma nulla poté contro il solido ponte.

In seguito i pavesi edificarono sul grande pilone di mezzo, una chiesetta dedicata a Giovanni Nepomuceno.

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