Le chiese scomparse di Pavia dentro le mura 1 parte

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La storia di Pavia ci è raccontata in modo molto visibile dai suoi monumenti più importanti, il Castello, il Ponte Coperto, dai suoi palazzi signorili, dall’Università degli Studi, ma c’è una parte della storia che il tempo ha quasi cancellato o comunque velato.
E’ la storia delle chiese scomparse di Pavia, costruite nei secoli entro le mura della città e per svariati motivi, scomparse, distrutte o riutilizzate.

Di molte conosciamo solo l’ubicazione, di altre qualche resto, di alcune non ci è rimasto nulla.

Beata Vergine della Rosa

Edificata nel 1505 per ordine del nobile Marliani, la cappelletta faceva parte di un collegio per gli studenti poveri dell’Università di Pavia.
Consacrata alla Vergine, la cappella venne edificata dove un tempo si trovava la chiesa altomedievale di Santa Maria Conone.
Dopo essere stata chiusa nel 1790 per ordine di Napoleone, l’edificio venne distrutto nel 1875.

Chiesa del Gesù

Costruita agli inizi del Seicento, questa chiesa apparteneva ai Gesuiti, che la edificarono dove un tempo si trovava un oratorio di epoca longobarda.
Annessa ad un collegio, la chiesa venne ampliata nel 1640 con un giardino che arrivava fino all’attuale Piazza d’Italia, dove oggi si trova la prefettura e la Sede della Provincia di Pavia.
Soprannominato dai pavesi “Il baraccone” la chiesa subì un nuovo rifacimento verso il 1740, per poi nel 1777 venir venduta in parte all’Università.
Dopo la soppressione dei Gesuiti, il complesso passò ai Benedettini di San Salvatore che vi insediarono una stamperia.
Nel 1885 la chiesa venne sconsacrata, per poi venir demolita nel 1925.

Sant’Adriano

Edificata sotto il re longobardo Ansprando, che regnò a Pavia verso l’VII secolo d. c, secondo Paolo Diacono era il luogo di sepoltura di re Liutprando ed una delle chiese più belle di Pavia, per rilevanza e bellezza artistica.
Quando i re longobardi vennero traslati in San Pietro in ciel d’oro, la chiesa cadde in disuso e venne demolita nel 1360, mentre i resti di Liutprando vennero esposti presso la chiesa di Santa Maria in Pertica.

Sant’Alessandro

Situata alla fine della Contrada di San Simone, vicino a Porta Damiani, questa chiesa, eretta del 1416, fu per anni uno dei simboli della città di Pavia.
Dopo essere stata annessa alla chiesa di San Maria in corte Cremona nel 1585, la chiesa ne segui la sorti, fino alla sua demolizione agli inizi dell’Ottocento.

Sant’Andrea in Cittadella

Attigua al Palazzo Reale longobardo, questa chiesa aveva origini molto antiche, risalenti all’età paleocristiana.
Sede delle scuole pavesi fondate da Carlo Magno, la chiesa verso il 1180 venne ceduta a un gruppo di monaci e divenne un priorato per i Canonici Lateranensi di San Pietro, che ne curarono i restauri agli inizi del Cinquecento.
Dopo essere stata trasformata in una biblioteca, nel 1788 venne demolita e il suo territorio annesso alla chiesa di Santa Maria del Carmine.

Sant’Antonio Abate

Le prime notizie su queste chiesa risalgono all’anonimo Ticinese, che raccontò di come nei quartieri più poveri di Pavia vi fosse una chiesa con ospizio dedicata a Sant’Antonio.
La chiesa, risalente all’età longobarda, venne demolita nel 1360 per fare spazio al Castello Visconteo, per poi nel 1376 venir ricostruita presso il Borgo Ticino.
Nel 1808 la chiesa, con tutto il complesso, venne dichiarata decaduta e quindi demolita.

Sant’Apollinare

Edificata dove sorgeva un tempio romano, la chiesa di Sant’Apollinare fu una delle prime chiese pavesi, fortemente voluta dal primo vescovo Siro.
Nell’anno Mille alla chiesa venne aggiunto un monastero, sotto la tutela dei monaci Benedettini, allora molto stimati dalla popolazione pavese.
Divenuta in seguito una commenda, il complesso venne soppresso nel 1422, per poi venir completamente distrutto durante la battaglia di Pavia nel 1525.
Oggi alcuni resti, rinvenuti nel 1658 in una serie di scavi per il consolidamento del terreno fluviale, si trovano presso la chiesa di Santa Teresa.

pavia chiese scomparse 2San Bartolomeo al Ponte

Risalente all’anno Mille, questa chiesa si trovava presso la piazzetta o voltone degli Isimbardi.
Demolita nel 1377 per fare posto all’allargamento della Strada Nuova, fu poi riedificata presso il Ponte Coperto.
A causa della sua sconsacrazione nel 1789, la chiesa venne in parte demolita e in parte riutilizzata come edificio a scopo privato.

San Bartolomeo in Strada

Eretta dal re longobardo Agilulfo come dono per la moglie Teodolinda, la chiesa era posizionata presso l’angolo tra via Menocchio e via Frank.
Dopo la sua riedificazione nell’anno Mille, alla chiesa venne annesso un monastero curato prima dai Benedettini di Cassino e poi dai Monaci neri.
Restaurato nel 1575 dai Monaci Olivetani, il complesso venne venduto nel 1804 e diventò un’ abitazione civile.

San Benedetto Abate

Situata presso la sede dei Frati Predicatori di San Tommaso, di questa chiesa non si hanno molte notizie.
Dopo la sua demolizione nel 1442, i pavesi chiamarono, almeno fino alla fine dell’Ottocento, il vicolo che si trovava laterale a Via Cavallotti e vicino alla chiesa sconsacrata di San Tommaso, vicolo di San Benedetto, per ricordare dove un tempo si trovava la chiesa.

San Biagio

Edificata verso il 1230, questa chiesa era annessa a un monastero curato dalle Monache Bianche ed era parte di un fabbricato situato vicino al Collegio Calchi, in direzione dell’Orto Botanico.
Dopo un lungo periodo di declino, il complesso venne abbandonato fino al 1512, quando vi arrivarono i servi di Maria.
A causa della sua profanazione nel 1769 e della successiva sconsacrazione, la chiesa venne trasformata in una abitazione civile.

 

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