Grandi marchi, grandi aziende: Rizzoli

  • Paola Montonati

rizzoli logoUna casa editrice simbolo dell’Italia del primo Novecento…

La Rizzoli nacque dall’intuizione di Angelo Rizzoli che aprì nel 1909 a Milano, in via Cerva, una tipografia, acquistando poi da Mondadori le riviste Novella, Il Secolo illustrato, La Donna e Commedia nel 1920.

Tra il 1924 e il 1925 pubblicò l’Enciclopedia Italiana, opera in trentasei volumi finanziata dall'imprenditore Giovanni Treccani, che permise a Rizzoli di costruire un nuovo stabilimento in piazza Carlo Erba.

Successivamente, Treccani, il senatore Borletti ed Ettore Bocconi entrarono nel consiglio di amministrazione della casa editrice, ma ad Angelo fu riconosciuto il diritto di riscatto delle azioni detenute al 50% dagli altri tre soci.

Nel 1929, la Rizzoli & C. per l’Arte della Stampa diede un forte impulso al settore libri con Il Memoriale di Sant’Elena di Las Casas e la creazione delle collane Collezione Storica illustrata, I giovani e i Classici, diretta da Ugo Ojetti, che in seguito propose la pubblicazione di Pan, mensile su cui scrisse Piovene, Bellonci, De Robertis e Corrieri.

A questa rivista seguì Cinema illustrazione, diretta da Giuseppe Marotta e poi da Cesare Zavattini. Nel 1934, Angelo presentò alla mostra del cinema di Venezia La signora di tutti, tratto dal romanzo di Salvator Gotta e prodotto dalla sua Casa cinematografica Novella film.

La casa editrice nel 1937 lanciò Omnibus, settimanale di attualità diretto da Leo Longanesi e Il Bertoldo, settimanale satirico diretto da Giovanni Mosca e Vittorio Metz, che uscì fino al 1943 e, nel 1939, fece il suo debutto il fortunato periodico di politica e attualità Oggi.

Prima della guerra l'ultima collana lanciata dalla casa editrice fu Il Sofà delle Muse, con autori come Soldati, Buzzati e Brancati.

Nel 1943 un bombardamento rase al suolo la sede di piazza Carlo Erba, ma fortunatamente vengono risparmiati gli impianti.

Il 15 dicembre 1945, lo scrittore Giovannino Guareschi e la vecchia direzione del Bertoldo fondarono un giornale satirico, Candido, dove compariranno le storie di Don Camillo e Peppone, che furono un grande successo editoriale e cinematografico.

Quattro anni più tardi nacque una collana economica anch'essa di forte impatto, la Bur, da un progetto dell'industriale e funzionario editoriale milanese Luigi Rusca, mentre Paolo Lecaldano nefu  il responsabile editoriale per tutta la prima serie.

Dal gennaio al maggio 1949 uscirono 20 titoli e alla fine del primo anno erano presenti in catalogo 42 autori, per 100 numeri.

Il successo della Bur è sottolineato dalle tirature, infatti nel settembre 1949 lo standard era di 20.000 copie fino al luglio 1951, quando scese a 15.000.

Dal gennaio 1949 all'aprile 1972 la collezione propose 800 titoli per 2480 numeri, per un totale di 910 volumi.

Nel 1957 Rizzoli fondò la Casa cinematografica Cineriz, che produrrà film di grande successo, come Otto e mezzo di Federico Fellini.

La rizzoli oggi

Alla morte di Angelo nel 1970 assunsero la guida della casa editrice i figli di Angelo, Andrea e Angelo junior e nel 1974 fu acquisito il Corriere della Sera con un’esposizione bancaria pari a 60 miliardi.

Ma nel 1977, per pagare un debito con la Montedison, gli eredi furono costretti a una nuova ricapitalizzazione e all'apertura di un credito di 20 miliardi ad opera del Banco Ambrosiano.

Intanto Roberto Calvi venne arrestato e, con la scoperta della lista degli appartenenti alla loggia P2, ci fu l'arresto di Angelo Rizzoli nel 1983.

Dopo due anni la Rizzoli fu acquistata da una cordata composta da Fiat, attraverso la finanziaria Gemina, Pirelli e Mediobanca.

Oggi, come la R .C .S. Libri S .p .A,  la Rizzoli ha i marchi di Adelphi, Archinto, Bur, Bompiani, Fabbri, La Coccinella, Libri Oro, Marsilio, Rizzoli, Rizzoli Larousse, 24sette, Sansoni Editore, Sonzogno, Super pocket, Skira, Lizard, Rizzoli USA, Economia e Management, Etaslab, La Tribuna, Amica Scuola, Tramontana, Markes, Etas Scuola, Calderini, Fabbri scuola, Bompiani Scuola, Oxford University Press, Sansoni Scuola, La Nuova Italia, Edicola Fabbri e Ge Fabbri.

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