Grandi marchi, grandi aziende: Liquore Strega

  • Paola Montonati

etichetta stregaUna bevanda dal fascino misterioso, che intreccia storia e letteratura del Novecento…

Il liquore Strega, prodotto dal 1860 dalla Strega Alberti di Benevento, ha un inconfondibile colore giallo, dovuto a uno degli ingredienti, lo zafferano. 

La sua ricetta è composta di circa settanta erbe, fra cui menta e finocchio. Lo Strega è considerato un digestivo, da bere dopo i pasti, ma è anche utilizzato per insaporire molti dolci.

La denominazione Strega del liquore si collega alle leggende sulla stregoneria a Benevento, che risalgono ai tempi dell’antichità classica.

Nel IV secolo a.C. nel cuore della città si diffuse il culto di Cibele, intrecciato a riti orgiastici e misteriosi praticati dai Longobardi conquistatori, devoti a Wotan, il padre degli dei.

In particolare si tramanda che, fuori dalle mura di Benevento, avvenissero riti notturni intorno al noce sacro che coinvolgevano circa duemila streghe o Janare, che posizionavano la pelle di un caprone sull’albero e lo colpivano  con frecce prima di mangiarla a pezzetti.

Il rito, chiamato Saba, fu considerato una pratica demoniaca dalla Chiesa che fece abbattere il noce e vietò le cerimonie notturne per ordine di San Barbato, perseguitando tutte le donne ritenute streghe.

La ricetta per la produzione dello Strega è, come quella di molti altri liquori, segreta ed è nota solo a poche persone addette a preparare le dosi dei vari ingredienti, che vengono numerati e riposti in apposite cassette di legno. 

Gli operai che preparano materialmente la miscela delle settanta erbe sanno solo le quantità degli ingredienti numerati, ma non ne sanno la natura, così la ricetta può essere preparata da chiunque senza che ne sia rivelato il segreto.

Alcuni ingredienti, preziosi e costosi, come appunto lo zafferano, sono inoltre conservati sotto chiave.

Lo Strega ha un aspetto simile al Galliano, anche se il suo giallo è meno brillante, ed è piuttosto dolce, semiviscoso, con un gusto pronunciato e complesso, ricco di camomilla, conifere, noce moscata e cannella.

Straordinariamente aromatico, lo Strega ha dato vita anche ad altri prodotti, dai torroni ai famosi Goccioloni Strega, dai panettoni ai croccantini e qualcuno è arrivato al punto di spruzzare una goccia di liquore per profumare un fazzolettino da giacca.

I punti vendita dello Strega sono ormai in tutta Italia ma anche all’estero, con un successo straordinario che è legato anche all’omonimo premio letterario che ne porta il nome.

Infatti, il Premio Strega, il più prestigioso premio letterario italiano, fu istituito nel 1947 da Guido Alberti, proprietario dell’azienda, insieme ai suoi amici, la scrittrice Maria Bellonci e suo marito Goffredo.

Più recente è la celebrazione della storica promozione in Serie B del Benevento Calcio nel 2016, attesa per oltre 80 anni, per la quale l’azienda Alberti ha commercializzato una bottiglia, a numero limitato, con la bandiera della squadra.

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