Giovanni Josti, il patriota di Mortara

  • Paola Montonati

bandierasavoiaLungo uno scalone del palazzo del Moro, nel centro storico di Mortara, un grande bassorilievo ricorda la figura di uno dei patrioti che, dalla Lomellina del primo Ottocento, fece parte del Risorgimento…

Giovanni Josti nacque a Mortara nel 1799, da una famiglia agiata e di tendenza liberale, il nonno Giovanni e il padre Pietro furono sindaci di Mortara, lo zio Paolo era il Canonico del Capitolo di San Lorenzo e nella loro casa passarono personaggi come Mazzini, Travelli, Bressa e Fagiani.

Nel 1821 Josti partecipò, con altri studenti di Torino, prima alle manifestazioni per la richiesta della Costituzione a Carlo Alberto e poi alla rivolta scoppiata dopo la revoca del documento da parte di Carlo Felice.

Dopo la battaglia di Novara, il giovane patriota fuggì in Spagna, dove aderì ai movimenti rivoluzionari che avevano lo scopo di costringere Ferdinando VIII a rimettere in vigore la Costituzione.

Alla fine delle rivolte, Josti si ridusse a mendicare a Barcellona, ma il suo dialetto lomellino venne riconosciuto da un cittadino di Alessandria, migrato in terra spagnola, che lo aiutò a trovare un posto su un traghetto per Marsiglia.

Nel 1826, rientrato in Italia, Josti si dedicò all'agricoltura, ma la prima guerra d’indipendenza lo vide ancora una volta in prima linea.

Giovanni nel 1846 fondò il congresso agrario del Piemonte e nel 1848, dopo la concessione dello Statuto Albertino, fu eletto deputato al parlamento del regno di Sardegna e nel 1852 aprì a Mortara la Scuola tecnica.

Josti morì il 26 agosto 1853 e il bassorilievo di Vincenzo Vela, presso lo scalone di Palazzo del Moro, lo ricorda mentre tiene un discorso nel parlamento di cui fu uno dei membri più noti e stimati.

Alla scuola complementare di Mortara, cosi fortemente voluta da Josti, negli anni Venti fu aggiunto un corso obbligatorio di agraria, specializzato in coltura irrigua, che era utilissimo non solo a chi desiderava dedicarsi alle imprese agricole, ma che permetteva anche di proseguire gli studi nelle Scuole Medie Superiori di Agricoltura per diventare Periti Agrari e accedere all'Istituto Medio Superiore di Agraria di Mortara.

Nell'istituto c’erano anche una ricca biblioteca, collezioni artistiche e geografiche, un Museo tecno -merceologico e agrario e un Gabinetto Scientifico.

La scuola di Mortara, dopo la seconda guerra mondiale, divenne la Scuola di Avviamento Professionale Giovanni Josti fino al gennaio 1963, anno in cui venne istituita la Scuola Media unificata, che portò l'obbligo scolastico dagli 11 ai 14 anni.

 

Le materie umanistiche di questo prestigioso istituto, Lettere italiane, Storia, Geografia, Istituzioni di Diritto, oggi sono affiancate a Scienze naturali e Matematica, e a quelle tecnico-pratiche di Computisteria, Stenografia e Calligrafia, da una lingua straniera, dal disegno e da un corso facoltativo di Religione.

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