Ennodio, letterato e vescovo di Pavia

  • Paola Montonati

san michele paola fotoSant’Ennodio o meglio Ennodio Magno Felice fu una figura importante del V secolo, vescovo di Pavia ma anche poeta e retore latino, al punto che la stima generale verso la sua opera gli meritò l’appellativo di confessore della fede e padre della Chiesa.

La vita 

Originario della Gallia, nacque nel 473 o 474, ad Arles, da una famiglia dell'aristocrazia locale imparentata con l’alta nobiltà di Roma, e si ritiene che discendesse da Felice Ennodio, proconsole d'Africa tra il 408 e il 423.

Il padre pare che si chiamasse Firmino, lo stesso Ennodio cita il suo nome, accanto a quello di Geronzio, come uno dei nonni di suo nipote Lupicino, e si sa inoltre dell’esistenza di due sorelle e due nipoti, una, Euprepia, era madre di Lupicino, l'altra, di cui non si sa il nome, era la madre di Partenio.

Ennodio, rimasto orfano in tenera età, fu allevato dalla zia paterna nell'Italia settentrionale a Pavia, cui legherà in modo particolare il suo nome e la sua opera, soprattutto quando ne divenne il vescovo.

A sedici anni, verso il 489-490, perse la zia e si ritrovò da solo in una regione che all'epoca era preda degli scontri armati tra Teodorico e Odoacre.

Ennodio trovò rifugio in una famiglia pia e facoltosa e si fidanzò con la figlia del proprietario, ma per ragioni non chiare, forse perché i suoi benefattori persero tutto a causa della guerra, il matrimonio saltò.

Verso il 493 entrò nel clero di Pavia, il cui vescovo era Epifanio, che morì il 21 gennaio 496, poi passò come diacono alla Chiesa di Milano, il cui vescovo Lorenzo era suo parente ed è proprio al periodo milanese che risale gran parte delle sue opere.

Noto per il suo talento letterario, Ennodio venne indotto a scrivere in difesa di papa Simmaco durante il lungo conflitto che oppose quest'ultimo al diacono Lorenzo.

Questo fu l’inizio di un successo del giovane diacono presso la chiesa cattolica e una grande occasione per ammirare la sua eloquenza ed erudizione.

Nel luglio del 511 fu colpito da una grave febbre, cui sarebbe guarito per intercessione di San Vittore, e proprio a questa malattia si unì una crisi morale che lo portò alla rinuncia della passione letteraria che sino allora aveva praticato con un forte compiacimento e alla decisione di vivere con maggiore determinazione la sua vocazione.

Vescovo di pavia 

Ennodio nel 514 divenne vescovo di Pavia, la città sede del Regno longobardo, ma tutto fa pensare che a questa nomina non rimase estraneo Teodorico.

La sua opera di pastore fu contrassegnata dalla carità e dalla necessità di confermare nella retta dottrina clero e popolo.

Nel 515 e nel 517, insieme con altri vescovi italiani, Ennodio prese parte alle missioni inviate da papa Ormisda in Oriente per tentare di mediare il conflitto tra le due Chiese, che furono l’apice della sua operazione di diplomazia ecclesiastica al servizio del Papa e per il bene della Chiesa. Pochi anni dopo morì e, come riporta il suo epitaffio, venne sepolto il 17 luglio 521.

 

Di Ennodio si conservano i nove libri di Epistole e Opuscoli, una raccolta di scritti in prosa e in versi di argomento vario, fra cui inni, descrizioni di viaggi, epigrammi, un panegirico a Teodorico del 507 e la biografia del suo predecessore Epifanio.

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