Alfredo Binda, una vita per correre

binda 1Nella giornata nazionale della bicicletta, la vita di uno dei primi grandi ciclisti italiani, amico di Bartali e Coppi…

Alfredo Binda nacque a Cittiglio, in provincia di Varese, l'11 agosto 1902, in una modesta e numerosa famiglia.

Terminato il primo conflitto mondiale si trasferì insieme al fratello Albino a Nizza, in Francia, dove lavorò come stuccatore, mentre la domenica amava passeggiare in bicicletta.

E proprio osservando il costante distacco di Alfredo dagli altri amici mentre pedalava che il fratello lo spinse a iscriversi a una corsa ciclistica.

Nel 1923 Binda fu fra i concorrenti di numerose corse francesi e l'anno dopo firmò il contratto con la Legnano di Eberardo Pavesi.

La carriera ciclistica di Alfredo Binda, soprannominato Il signore della montagna, vide cinque Giri d'Italia vinti, con la vittoria di 12 tappe su 15 dell‘edizione 1927, 8 tappe consecutive del 1929 e 41 tappe complessive.

Infatti, dopo le prime gare in Francia, finalmente nel 1924 Binda fu ingaggiato da Pavesi e iniziò la sua grande carriera.

Nel 1925 vinse il Giro di Lombardia e quello d'Italia, nel 1926 ancora il Giro di Lombardia e anche il Campionato italiano e nel 1927 vinse Giro di Lombardia, Campionati italiani, Campionati del mondo e Giro d'Italia.

Binda nel 1928 conquistò Campionati italiani e Giro d'Italia per la terza volta, nel 1929 la prima Milano Sanremo e anche Campionati italiani e Giro d'Italia.

Nel 1930 fu il primo nei Campionati del mondo e nello stesso anno partecipò al Tour de France, conquistando due tappe, e vinse l'oro alla Liegi.

Un anno dopo Binda fu primo al Giro di Lombardia per la quarta volta e per la seconda alla Milano Sanremo e pubblicò la sua autobiografia Le mie vittorie e le mie sconfitte che arrivò a ben 30mila copie vendute.

Nel 1932 vinse i Campionati del Mondo per la terza e ultima volta e nel 1933 conquistò il quinto Giro d'Italia e la prima cronometro sui 62 chilometri fra Bologna e Ferrara.

L'ultimo atto della carriera di Alfredo Binda fu nel 1936 quando, durante la terza Milano - Sanremo, cadde rovinosamente procurandosi la frattura del femore, evento che decretò così il suo addio alle corse.

Nel secondo dopoguerra il talento di Binda passò all'allenamento e nel 1950 fu nominato commissario tecnico della Nazionale italiana di ciclismo, dove per 12 anni conquistò titoli mondiali e diventando amico di Gino Bartali e Fausto Coppi.

Alfredo Binda morì il 19 luglio 1986, nella sua Cittiglio, all'età di 84 anni.

Oggi è nella Top 25 della Cycling Hall of Fame è gli è dedicata una targa nella Walk of fame dello sport italiano al Parco olimpico del Foro italico di Roma.

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