Alberto Sordi, un romano nel Pavese

sordi 1Negli anni Sessanta Vigevano ospitò le riprese del film di Elio Petri Il maestro di Vigevano, con protagonista il re della commedia italiana, Alberto Sordi.

Albertone, come lo chiamavano tutti, nacque a Roma il 15 giugno 1920, nel cuore di Trastevere, da Pietro Sordi, direttore d'orchestra e concertista presso il teatro dell'opera di Roma, e Maria Righetti, insegnante.

La sua avventura artistica cominciò con alcuni programmi radiofonici popolari e lavorando come doppiatore e vinse il concorso della MGM come doppiatore di Ollio, caratterizzandolo con la sua originalissima voce e cadenza.

Nel 1942 fu il protagonista de I tre aquilotti di Mario Mattoli e nel frattempo si affermò sempre più nel mondo della rivista di varietà, lo spettacolo teatrale più seguito dagli italiani negli anni drammatici della guerra.

Il suo debutto nel mondo della televisione fu al 1948, quando, presentato alla Rai dalla scrittrice Alba de Cespedes, condusse il programma Vi parla Alberto Sordi.

Nel 1951 passò dalla dimensione delle riviste e dei film leggeri a caratterizzazioni più importanti, grazie  a Federico Fellini che lo scelse per la parte del divo dei fotoromanzi in Lo sceicco bianco, con un forte successo di pubblico.

Poi Fellini lo richiamò nel 1953 per I vitelloni, dove Sordi inventò una caratterizzazione che diverrà protagonista di molti suoi film, quella di un tipo petulante, malizioso ed ingenuo allo stesso tempo.

Sordi era ormai una star e nel 1954 uscirono tredici film da lui interpretati, come Un americano a Roma di Steno, nel ruolo di Nando Moriconi, lo spaccone romano con il mito degli States.

Successivamente, Sordi ideò una galleria di ritratti quasi tutti negativi, ricchi dei difetti più tipici ed evidenti degli italiani, sottolineati con fare benevolo e sviluppati attraverso una satira feroce.

L'escalation di Sordi continua inarrestabile con film come La grande guerra di Monicelli, I magliari e Tutti a casa di Comencini e Il diavolo di Polidoro, senza contare le innumerevoli interpretazioni in tantissimi film che hanno segnato il cinema italiano.

Nel 1966 Sordi si cimentò come regista con Fumo di Londra, che si aggiudicò il David di Donatello, mentre, due anni dopo, fu diretto da due maestri della commedia come Zampa e Nanni Loy, nel grottesco Il medico della mutua e in Detenuto in attesa di giudizio.

Ma Sordi espresse il suo talento anche nell'ambito del cinema drammatico, con Un borghese piccolo piccolo di Monicelli, che gli valse il David di Donatello per l'interpretazione.

Nel 1994 diresse Nestore - L'ultima corsa, scelto dal Ministero della Pubblica Istruzione per promuovere nelle scuole una campagna di sensibilizzazione sulle problematiche degli anziani e del rispetto degli animali e nel 1997 Los Angeles e San Francisco gli dedicarono una rassegna di 24 film che ebbe un grandissimo successo di pubblico.

Il 15 giugno 2000, per i suoi 80 anni, il sindaco di Roma, Francesco Rutelli, gli cedette per un giorno il comando della città.

Sordi morì a 82 anni il 25 febbraio 2003 nella sua villa di Roma, per una grave malattia.

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