Alberto Da Giussano, capo della Lega Lombarda

00053da9 la statua di alberto da giussano a legnanoLa leggenda racconta che Alberto da Giussano fu il condottiero che comandò la cavalleria della Lega Lombarda, ribattezzata Compagnia della Morte, durante la guerra che oppose i Comuni italiani a Federico Barbarossa nel 1176.

In quegli anni Federico I, imperatore del Sacro Impero Germanico, cercò di rafforzare il proprio potere sull’Italia Settentrionale, allo scopo di limitare l’autonomia che i Comuni avevano avuto nei secoli passati.

Dopo la spedizione punitiva dell’imperatore contro Milano del 1167, allo scopo di colpire il vescovo Oberto da Pirovano, che lo aveva scomunicato, i Comuni si unirono in una Lega per opporsi al piano del Barbarossa, con a capo Alberto.

Nel 1176 Federico scese con le sue truppe dalle Alpi per dirigersi a Pavia, dove l’attendeva il resto del suo esercito, ma la Lega il 29 maggio portò un attacco alla fanteria tedesca, che passava in quel momento dalle parti di Legnano.

Contrattaccati dalla cavalleria del Barbarossa e costretti a ripiegare attorno al loro centro simbolico e strategico, il Carroccio, i fanti opposero un’eroica resistenza.

Nella fase successiva della battaglia, iniziata senza un preciso progetto e proseguita con sorti alterne, l’esercito tedesco vide il disarcionamento dell’imperatore per opera dei cavalieri di Alberto, arrivati da Milano, e subì una disastrosa sconfitta.

Lo stesso imperatore fu costretto a fuggire a Pavia, poi firmò nel 1183 la Pace di Costanza, dove riconobbe i Comuni ribelli.

Oggi di Alberto si sa che veniva da Giussano, un comune della Brianza, ma la sua famiglia di origine resta sconosciuta, al punto che alcuni storici hanno ipotizzato di riconoscerlo in altri due Alberti, uno da Carate e l’altro della famiglia Longo, entrambi tra i fondatori della Lega, ma in molti credono che sia solo un simbolo della guerra fra i Comuni e Federico, riuniti abilmente in un eroe memorabile.

Il nome di Alberto Da Giussano è nominato per la prima volta da Galvano Fiamma, uno storico milanese del Trecento, che riporta nelle sue cronache che era il capitano di una società di cavalieri detta Compagnia della morte, che giurarono di combattere con ogni mezzo l’imperatore Barbarossa.

Questa figura entrò così fortemente nel mito nazionale e nelle coscienze storiche degli Italiani che la statua del primo Novecento dedicata al guerriero di Legnano fu riconosciuta da molti come la statua di Alberto Da Giussano, com’è chiamata ancora oggi.

Poi nel Risorgimento il mito di Legnano divenne il simbolo della battaglia che gli italiani, guidati da Vittorio Emanuele II, Cavour e Garibaldi, intrapresero contro l’Austria.

Legnano fu così parte fondamentale del Risorgimento e non solo, al punto che nel 1930 un incrociatore della Regia Marina fu battezzato Alberto Da Giussano.

Dopo la caduta del Fascismo, il primo gruppo di combattimento che andò ad affiancare gli Alleati nella conquista della Penisola si chiamò Legnano, simbolo di un mito ormai leggendario.

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