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  • Premier Conte al via Fase 2: "Dati incoraggianti. Rischio calcolato, ripartiamo". "Lombardi siano attenti, è regione difficile" No assembramenti e obbligo di mascherina e distanza di un metro. Da Lunedì spostamenti in regione, senza autocertificazione.

Premier Conte al via Fase 2: "Dati incoraggianti. Rischio calcolato, ripartiamo". "Lombardi siano attenti, è regione difficile" No assembramenti e obbligo di mascherina e distanza di un metro. Da Lunedì spostamenti in regione, senza autocertificazione.

  • Paola Montonati

fase 2"Siamo nella condizione di affrontare la Fase 2 con fiducia ma anche con senso di responsabilità" ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aprendo questa sera la conferenza stampa a Palazzo Chigi, in cui ha delineato la seconda parte della Fase 2 dell'emergenza Coronavirus. "Stiamo affrontando un rischio calcolato nella consapevolezza che la curva dei contagi potrà tornare a salire, Dobbiamo accettarlo altrimenti non potremo mai ripartire, dovremmo aspettare la scoperta e la distribuzione del vaccino ma non ce lo possiamo permettere, ci ritroveremmo con un tessuto produttivo, sociale fortemente danneggiato".
Il premier ha sottolineato: "Avremo un piano nazionale di monitoraggio per tenere sotto controllo la curva epidemiologica con comunicazioni quotidiane dalle regioni e questo consentirà di poter intervenire se necessario con misure specifiche in luoghi circoscritti". Nello specifico sulle iniziative di tracciamento ha avvisato che "partirà nei prossimi giorni la sperimentazione della applicazione Immuni". Un sistema di monitoraggio del contagio definito dal premier come "molto sofisticato" e che ci permetterà di affrontare con "fiducia e responsabilità" la fase 2. "Altrimenti sarebbe stato irresponsabile disporre le riaperture".
"Sono consapevole che il dl rilancio, nonostante i 55 mld - ha continuato il presidente del Consiglio parlando del dl appena varato - non potrà essere la soluzione di tutti i mali, però stiamo dando una mano. Con questa manovra gettiamo un ponte per contenere l'impatto della crisi".

Da lunedì 18 maggio ci si potrà quindi spostare all'interno della propria regione senza più alcuna limitazione, quindi non saranno più necessarie le autocertificazioni. Si potrà andare dove si vuole: nei negozi, in montagna, al mare, riprende la vita sociale. Rimane il divieto di uscire per chi è positivo al virus e per chi è in quarantena oppure ha sintomi. Resta il divieto di creare assembramenti. In questa fase bisognerà comunque rispettare la distanza di un metro. Raccomandata la mascherina che sarà sempre meglio avere con sé, perché in alcuni casi sarà obbligatoria.
Da una regione a un'altra ci si può spostare per i motivi già espressi dal 4 maggio. Gli spostamenti interregionali sono limitati fino al 3 giugno. Si seguirà l'andamento dei dati, se continueranno a essere incoraggianti, si potrà tornare a muoversi in tutta Italia senza limitazioni. Dal 3 giugno ci si potrà spostare anche nei paesi dell'Unione europea senza quarantena. Il 25 maggio, riapriranno le piscine e le palestre, il 15 giugno invece via libera per teatri e cinema, 

"Grazie alle misure di lockdown, oggi la circolazione del virus è molto contenuta in gran parte del Paese. Rimangono focolai importanti in alcune zone dove è importante mantenere alta l'attenzione". Lo ha sottolineato il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, in un video di presentazione del primo report sulla fase 2 a opera della cabina di regia ministero della Salute-Iss-Regioni. "Ci sono focolai diffusi un po' in tutto il Paese - ha aggiunto - ma i segnali mostrano che c'è una capacità di controllarli. E' molto importante continuare un forte investimento per rafforzare i servizi di prevenzione territoriali di assistenza, per poter garantire una rapida intercettazione dei focolai che si dovessero manifestare".

Lombardia, Umbria e Molise. Sono queste le tre Regioni "attenzionate" dal primo report di ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità per il monitoraggio della fase 2. In base alla classificazione del rischio, valutata seguendo parametri come la probabilità di aumento di trasmissione e di impatto sui servizi assistenziali, ​in 18 Regioni la classificazione è bassa (livello 2), ossia "bassa probabilità di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali". Di queste, 10 Regioni (Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana) con incidenza settimanale bassa e intermedia-bassa in cui il lock-down ha impedito il diffondersi dell’infezione.

In 8 Regioni invece si registra incidenza alta e intermedia-alta con una situazione complessa ma controllata (Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Piemonte, Trento, Val d'Aosta e Veneto). In 6 di queste Regioni si segnala una situazione epidemiologica in evoluzione e fluida per la presenza di focolai di trasmissione da monitorare con attenzione: si tratta di Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Trento, Puglia e Toscana. Poi ci sono come detto le tre regioni con classificazione moderata (livello 3). In Molise, si legge nel report, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata/alta di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali) dovuto ad un nuovo focolaio di trasmissione attualmente in fase di controllo che ha prodotto un aumento nel numero di casi nella scorsa settimana. Questo si potrà riflettere in un aumento nella stima di Rt nelle prossime settimane. In Umbria, la classificazione settimanale è passata da bassa a moderata (probabilità moderata/alta di aumento di trasmissione ed un basso impatto sui servizi assistenziali) per un aumento nel numero di casi ed un Rt superiore a 1 seppur in un contesto ancora con una ridotta numerosità di casi segnalati e che pertanto non desta una particolare allerta .In Lombardia, la classificazione settimanale è moderata (bassa probabilità di aumento di trasmissione ed un moderato/alto impatto sui servizi assistenziali) ma si assiste ad una riduzione dei segnali di sovraccarico dei servizi sanitari. In questa Regione rimane elevato il numero di nuovi casi segnalati ogni settimana seppur in diminuzione.

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