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Fiume Capitale Europea della Cultura 2020

  • Paola Montonati

fiumePer tutto il 2020 Fiume sarà la Capitale europea della cultura, nel contesto del programma Il porto della diversità, con lo scopo di creare una città della cultura per l’Europa e per il futuro.

Questo progetto ha lo scopo di arricchire la diversità culturale europea, creare un luogo d’incontro per gli europei provenienti da diversi background, promuovere il loro multiculturalismo, il multilinguismo come pure la comprensione reciproca e incoraggiare il senso di cittadinanza europea.

La Città di Fiume ha varie attività legate al progetto di Capitale europea della cultura, come dimostra il sito web del progetto, dove sono disponibili tutte le notizie che riguardano le attività.

Le prime testimonianze della storia di Fiume risalgono alle epoche del Paleolitico e del Neolitico, mente i ruderi dei castelli preistorici, il colle di Tersatto e Veli vrh – Gradišće sopra la Rječina risalgono all’età del Bronzo e del Ferro.

I romani trasferirono il centro della vita pubblica sulla sponda destra della foce del fiume Rječina, dove oggi si trova la Cittàvecchia, diventata poi un’importante porto e città commerciale.

Nel Medioevo Fiume era divisa in due zone, nella parte superiore si trovavano il castello medievale e la chiesa di San Vito, mentre nella parte inferiore sorgeva la zona popolare, commerciale e artigianale, ribattezzata dai suoi abitanti Rika, ovvero Rijeka.

Verso il XIV secolo, Rijeka fu governata dai conti di Duino, dai principi veglioti Frangipani, dalla famiglia Walsee e, dal 1466, dagli Asburgo ed ebbe un significativo sviluppo economico, grazie al commercio di ferro, olio, legna, lana, bestiame e pelli.

L’età d’oro del commercio di Fiume terminò nella seconda metà del XVI secolo, quanto i frequenti attacchi degli Ottomani, le guerre dei pretendenti al trono ungherese e le lotte tra Uscocchi e Veneziani interruppero i collegamenti stradali e marittimi, tanto che la situazione cominciò a migliorare solo nella seconda metà del XVII secolo.

In seguito l’imperatore Carlo VI proclamò Fiume porto franco, e l’Ungheria iniziò ben presto a vedere in Fiume un importante sbocco marittimo sul mondo.

Tra il XVIII e il XIX secolo, Fiume venne controllata dai francesi, per poi tornare all’Impero Austriaco con la Conferenza di Vienna.

Con le rivoluzioni del 1848, la città fu data in amministrazione alla Banovina della Croazia e il bano Josip Jelačić fu nominato governatore di Fiume, ma ne seguì una lotta per il controllo di Fiume tra Croazia e Ungheria, che culminò con l’accordo croato-ungherese del 1868, cosi Fiume ritornò sotto il governo diretto dell’Ungheria, che la trasformò rapidamente nel suo principale emporio marittimo e portuale.

Dopo la caduta dell’Impero austro-ungarico, nel 1918, Fiume entrò a far parte dello Stato degli Sloveni, dei Croati e dei Serbi, con sede a Zagabria, ma fu presto rivendicata dal Regno d’Italia.

Poiché l’Italia non aveva rivendicazioni ufficiali su Fiume, si vide prima l’occupazione di D’Annunzio, nel 1919, con la creazione dello Stato libero di Fiume, nel 1920, poi il ritorno all’Italia nel 1924.

Dopo la caduta dell’Italia, nel 1943, Fiume fu occupata dai tedeschi, che le controllò fino al 3 maggio 1945, giorno della liberazione.

Con la Conferenza di pace di Parigi, nel 1947, Fiume ritornò alla madrepatria, nell’ambito della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia e divenne il porto principale della Jugoslavia socialista.

Oggi Fiume è una città moderna, che è il centro di vari progetti di sviluppo, che svolgono un ruolo importante nella crescita globale della Repubblica di Croazia, inoltre ospita le sedi dell’arcidiocesi di Fiume e di Segna, della diocesi metropolita e dell’università.

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