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Coronavirus. Fiera Bergamo, Fontana e Foroni visitano ospedale da campo: modello per lotta a emergenze sanitarie

  • Paola Montonati

e95b3b14 2fbb 4ff3 95b8 e6690f9784b1 kmre u318031587260st 1224x916corriere web bergamo 593x443Il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana,  insieme all’assessore regionale alla Protezione civile, Pietro Foroni, hanno effettuato, nel pomeriggio dei mercoledì 1 aprile, a Bergamo, un ultimo sopralluogo all’ospedale da campo per pazienti di coronavirus dell’Associazione nazionale Alpini, ormai giunto alle fasi finali di allestimento al padiglione B della Fiera.

“Anche a Bergamo – ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – si compie un altro prodigioso miracolo che è espressione della forza dei lombardi: dopo l’ospedale in Fiera a Milano, anche qui in pochi giorni la caparbietà e la tenacia delle nostre donne e uomini hanno creato una struttura tecnologicamente avanzatissima e di grande utilità per fronteggiare l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Insieme ad analoghe strutture, realizzate a Crema e a Cremona stiamo dimostrando di quali straordinarie risposte siano capaci i nostri cittadini”.

“Ringrazio – ha continuato – con nuova e crescente ammirazione, i volontari di Protezione civile, gli Alpini, i medici e il personale sanitario per la testimonianza e l’esempio che ogni giorno ci donano. Questo è, per noi, motivo di orgoglio”.

“Quello che è stato fatto a Bergamo – gli ha fatto eco l’assessore Foroni – è stato un piccolo e grande miracolo, frutto della laboriosità bergamasca e lombarda; il layout di questo progetto lo ha voluto l’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità, come esempio di struttura moderna per far fronte a questo tipo di emergenze: per noi è grande motivo di orgoglio. L’apertura sarà possibile tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima. Di fatto la struttura è ultimata, siamo in dirittura d’arrivo”.

Foroni ha poi sottolineato la laboriosità e l'impegno di chi ha lavorato e contribuito “Grande è la soddisfazione per il lavoro svolto. I lavori sono partiti martedì mattina e, di fatto, la struttura è ultimata. Siamo in attesa della strumentazione in arrivo dalla Cina. Un grande ringraziamento va all’Associazione nazionale Alpini, che fa parte della Protezione civile di Regione Lombardia, a tutte le imprese che hanno collaborato, e a tutti i volontari. Tutto quello che è stato realizzato è stato donato e non ha pesato sulla collettività in termini di costi. Tutta la struttura potrà essere smontata e riutilizzata e nulla andrà sprecato”.

Foroni ha inoltre ricordato che: “Tra coloro che sono attivi dal primo momento con iniziative a sostegno della lotta contro il coronavirus, c’è Eni. L’azienda continua a mettere in campo molteplici interventi in ambito sanitario su tutto il territorio nazionale per supportare il Paese in questa grande emergenza sanitaria”. Nella giornata del 1 aprile sono stati consegnato all’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo quattro ventilatori per la terapia sub intensiva e un numero significativo di mascherine, che sono state assegnate anche all’Asst Bergamo Est.

“Sappiamo – ha aggiunto poi Foroni – che Eni proseguirà anche nelle prossime settimane l’impegno attivo per la lotta al coronavirus, in stretta collaborazione con la nostra Protezione civile e le altre strutture pubbliche. Che si stanno adoperando al massimo in questa emergenza sanitaria”.

L’assessore Foroni ha voluto ringraziare, infine, anche i volontari della curva Atalanta e tutte le maestranze che hanno contribuito alla realizzazione dell’ospedale da campo per il coronavirus in Fiera a Bergamo.

L’ospedale da campo, che occuperà complessivamente 7500 metri quadrati (di cui 6500 metri quadrati di parte ospedale e 1000 a servizio aree supporto, ospiterà a subito 142 posti letto complessivi, di cui 70 dedicati alla cosiddetta bassa intensità, 24 alla terapia intensiva e 48 alla sub intensiva. Disporrà inoltre di una Tac, un laboratorio radiologico fisso, un laboratorio di analisi, una zona triage e una ‘shock room’, ossia una sala dedicata al trattamento dei pazienti particolarmente critici, da ‘codice rosso’.

In più avrà a disposizione zone di decontaminazione, zone di vestizione e svestizione, un impianto di riscaldamento e climatizzazione centralizzato e sanificato a raggi UV e ampi spazi per mantenere basso il carico di contaminazione, oltre a una camera mortuaria. Ancora, è dotato di zone di carico e scarico merci protette e magazzini con scivoli per fornire materiale in zona rossa senza contatto diretto.

Una volta che sarà a pieno regime, vedrà impiegate 200 persone tra medici, infermieri e tecnici, su 3 turni di 8 ore, mentre altre 40 persone forniranno supporto logistico.

Emergency fornirà tra le 30 e le 40 persone, 32 sono in forze all’Esercito Russo, mentre il restante personale arriva dall’ospedale Papa Giovanni XXIII e dalla stessa Associazione Nazionale Alpini (questi ultimi circa 180). Oltre ad altre 40 membri dell’Ana per la parte logistica.

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