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Che bella giornata: i luoghi del film di Checco Zalone

  • Paola Montonati

pirellone milanoGiovedì sera su Canale 5 è andata in onda la replica del film "Che bella giornata", il secondo film di Checco Zalone girato nel 2011, dopo "Cado dalle nubi" del 2009, vero e proprio botto al botteghino.

Presenti diversi volti noti del cinema come Tullio Solenghi, Rocco Papaleo e Ivano Marescotti. Diretto da Gennaro Nunziante, interpretato dal comico pugliese, in questi giorni sugli schermi nazionali con "Tolo-Tolo", campione d'incassi stagionale. 

Pellicola, che dopo solo tre settimane di programmazione nelle sale, superò “La vita è bella”(1997) di Benigni, superando i 30 milioni di euro d'incasso. In totale, "Che bella giornata" ha raggiunto i 43.4 milioni di euro, superando anche il record d'incassi di “Titanic”(1997).

Guardando le immagini del film in moltissimi avranno riconosciuto luoghi noti e familiari. Accanto alle storiche location pugliesi, usate come sempre da Zalone (originario di Capurso, comune nella provincia barese) nelle sue opere, come Polignano a Mare, Monopoli e Alberobello, compaiono diverse location lombarde, su tutte Milano in diverse angolazioni, dal Duomo (al centro della storia), il centralissimo Corso Vittorio Emanuele, il grattacielo Pirelli in Piazza Duca D'Aosta, l’ex Palazzo Reale, la Pinacoteca di Brera, Piazza dei Mercanti (già fortunato sfondo della partita di basket, in Chiedimi se sono felice, di Aldo, Giovanni e Giacomo), la discoteca Magazzini Generali, via Mercanti, via Orefici e via Palazzo Reale.

Tutta milanese è anche la casa di riposo, nella scena in cui la mamma di Checco va a trovare l'anziano Don Bruno per salutarlo è Villa Clerici in Via Giovanni Terruggia a Milano, sede del museo d'arte sacra contemporanea, denominata “Villa di delizie in terra di Niguarda”. Poco distante dal centro di Milano, una storica villa lombarda, costruita negli anni 20' del 700', probabilmente su disegno del costruttore della guglia maggiore del Duomo, l’architetto Francesco Croce. Nelle sale del piano rialzato è allestita dal 1955 la GASC, Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei, voluta da Dandolo Bellini. Villa Clerici è un polo di alta formazione e divulgazione musicale, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare giovani talenti.

Le riprese in terra lombarda vedono protagonista anche la Brianza, con il piccolo lago d'Alserio, con la sua zona dei giardini dove è stata girata la scena in cui il protagonista porta in gita la sua compagna per corteggiarla. Brianzola è anche la scena dell’abitazione di Maria , la ragazza della quale è innamorato Giovanni, collega di Checco nel film, si trova ad Agliate (Carate Brianza).

Ma le scene che hanno rubato l'occhio maggiormente agli spettatori della nostra zona e che hanno fatto sobbalzare dai divani o dalle poltrone esclamando: "Ma io quel posto lo conosco", sono state quelle girate lungo i navigli e lungo il Ticino, tutte girate tra giugno e luglio del 2010, tra Robecchetto con Induno, Cuggiono, Castano Primo e Turbigo, il ponte che Checco percorre ad inizio film è lo storico ponte di ferro sul Ticino fra Turbigo (MI) e Ponte Ticino, Galliate (NO) e separa la Lombardia dal Piemonte.

Altra location ticinese è quella del distributore dove Checco si ferma con la sua Porsche, a fare il pieno di GPL dopo esser andato in riserva si trovava in Via del Gregge, nella splendida e particolare Tornavento (Lonate Pozzolo), una strada parallela alla superstrada SS 336 della Malpensa.

La strada dove Checco passeggia con Ivano, per capire qualcosa in più di Farah, è la riconoscibilissima Alzaia Naviglio a Turbigo, dove oltre al caratteristico ponte, si scorgono sullo sfondo le storiche ciminiere della centrale termoelettrica.

La casa di Don Bruno dove Checco manda Farah a vivere è la Cascina del Guado sul Naviglio Grande, a Robecchetto con Induno.

La casa in cui abita il protagonista Checco, è Cascina Catenazzone, nell'omonima via a Castelletto di Cuggiono, proprio sul Naviglio, dove si respira l'aria delle vecchie corti lombarde.

Ancora, riconoscibilissima Castelletto di Cuggiono, con il suo ponte, è il luogo dove Zalone per far fare meglio le foto a Farah del quadro di Santa Teresa, appena "preso" dal museo.

Il trullo ereditato da Checco (Zalone) si trovava presso la Cascina Galizia, sempre a Castelletto di Cuggiono, zona molto riconoscibile da chi frequenta l'alzaia del Naviglio, in particolare nella scena dell'esplosione del trullo, posto proprio su ansa tra fiume e naviglio.

Il luogo in cui si festeggia don Ivano, neo sacerdote, è la Cascina Boscaccio in Strada Provinciale 59 a Gaggiano.

Zalone e il suo staff, non sono nuovi a usare il nostro territorio come sfondo per i loro film. Infatti già in "Cado dalle nubi", quando dopo una cocente delusione amorosa, Checco decide di trasferirsi a Milano, dove cercherà di sfondare come cantante, si troverà a Morimondo, dove aiuterà i giovani nel chiostro della storica abbazia cistercense in stile gotico, in Piazza San Bernardo.

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