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Casale Monferrato ricorda il dramma dell’Istria

  • Paola Montonati

85089660 2704984842884198 5134267591413465088 oE’ con un misto di curiosità storica e di commozione che ho visitato la mostra che Casale Monferrato ha dedicato al Giorno del Ricordo.

Una storia italiana per molto tempo dimenticata, ma che tutti dovrebbero conoscere. Nulla può giustificare il dramma delle foibe, nulla.

Fino al 16 febbraio presso il Castello di Casale Monferrato la mostra Le guerre mondiali e il destino dei popoli – La tragedia delle Foibe e l’Esodo degli Istriani, Fiumani e Dalmati racconta una delle pagine più drammatiche della storia del Novecento europeo, quella istriana.

La mostra con una serie di quadri racconta, tra fotografie d’archivio e documenti d’epoca, gli eventi di carattere storico e geopolitico avvenuti in quei territori, mentre vetrine espositive e bacheche contengono oggetti e cimeli originali appartenuti agli esuli e provenienti da collezioni private.

Inoltre manifesti politici e amministrativi originali danno un quadro della situazione e della gravità dei momenti vissuti dalle popolazioni dei confini orientali d’Italia.

Le foibe, grandi caverne verticali del Friuli Venezia Giulia e dell’Istria, oggi sono un simbolo dei massacri ai danni degli italiani che si verificarono tra il 1943 e il 1947 per mano dei partigiani jugoslavi.

Questa storia parte dalla contesa tra popolazione italiana e popolazione slava per il possesso dei territori di Nord-Est, quelli dell’Adriatico orientale con la fine della Prima Guerra mondiale, quando il confine tra Italia e Jugoslavia fu delineato dalla linea Wilson e gli slavi videro sottrarsi parte dell’Istria dagli italiani, mentre 500mila loro connazionali si ritrovarono a vivere in territorio straniero.

Una prima ondata di violenza esplose dopo l’8 settembre 1943 quando, in Istria e in Dalmazia, i partigiani jugoslavi iniziarono a rivendicare il possesso di quei territori, torturando e gettando nelle foibe gli italiani.

Con la fine della Seconda Guerra mondiale, gli attacchi si fecero sempre più violenti e nella primavera 1945 l’esercito jugoslavo guidato da Tito marciò verso i territori giuliani, occupando invece Trieste e l’Istria, spingendo gli italiani che abitavano quelle zone ad abbandonare la loro terra.

Molti furono i cittadini che uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle foibe o deportati nei campi sloveni e croati fino al 10 febbraio 1947, quando la Jugoslavia riottenne le province di Fiume, Zara, Pola e di altri territori grazie al trattato di Parigi. L’Italia riuscì ad avere Trieste solo nell’ottobre 1954, lasciando l’Istria nelle mani della Jugoslavia.

Le zone più colpite dal dramma delle foibe furono quelle del Friuli Venezia-Giulia e dell’Istria.

Il 10 febbraio 2005 il Parlamento italiano scelse dedicare la giornata alle vittime delle foibe, denominandola Giorno del Ricordo.

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