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Aperta la nuova terapia intensiva del San Raffaele di Milano

  • Paola Montonati

photo lab dept. of neuroscienceNegli ultimi giorni è stato inaugurato il primo padiglione di terapia intensiva per l’emergenza coronavirus dell’ospedale San Raffaele di Milano, allestito grazie alle donazioni di migliaia di cittadini.

La costruzione, realizzata nei campi sportivi dell’UniSR, è stata finanziata con la campagna lanciata da Fedez e Chiara Ferragni e dai oltre 200mila donatori che dall’Italia e dall’estero hanno offerto il loro contributo per trasformare una speranza in realtà. I primi pazienti contagiati dal coronavirus sono già entrati nel nuovo reparto di terapia intensiva. Complessivamente il nuovo reparto, una tensostruttura, è dotato di 14 posti letto di terapia intensiva ed è stato realizzato in 10 giorni. A curare i pazienti saranno le equipe d’intensivi e infermieri dell'ospedale fondato da Don Verzè, guidate dai primari Alberto Zangrillo e Luigi Beretta.

Entro le prossime settimane ci sarà anche l‘ampliamento della struttura che metterà a disposizione vari posti letto per le terapie intensive.

Ma come è nato il San Raffaele, questo grande ospedale nel cuore della moderna Milano?

La costruzione dell'ospedale San Raffaele fu richiesta nel 1950 dall'arcivescovo di Milano Alfredo Ildefonso Schuster, che incaricò don Luigi Maria Verzé di lavorare al progetto di un ospedale cristiano.

Per questo progetto fu fondato nel 1958 il Centro assistenza ospedaliera San Romanello, che elaborò il piano per il nosocomio, mentre i finanziatori dell'opera furono la famiglia Bassetti e il conte Leonardo Bonzi, che mise a disposizione un terreno per l'edificazione della struttura.

Il 24 ottobre 1969 ci fu la posa della prima pietra, che avvenne a Segrate; poi l'anno successivo l'ospedale fu conferito alla Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, infine venne inaugurata il 31 ottobre 1971.

Negli anni Ottanta proseguì l'espansione dell'ospedale con la costruzione del Dipartimento di Medicina Riabilitativa e di quello di Scienze Neuropsichiche presso la sede di Villa Turro, il centro per l'assistenza ai malati di AIDS, poi negli anni Novanta il Dipartimento di Biotecnologie e l'istituzione dell'Università Vita-Salute San Raffaele.

L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico San Raffaele nel 1999 fu accreditato dalla Regione Lombardia.

Nel maggio 2003 venne inaugurata la nuova area di accettazione, con la Galleria delle Botteghe, dove per la prima volta in Italia una galleria commerciale si trovò all'interno di un ospedale, poi cotinuarono i lavori per nuovi spazi per la ricerca, la didattica, l'accesso al Pronto Soccorso, l'alloggio dei parenti e il Dipartimento materno - infantile.

Solo nel marzo 2006 fu inaugurata la prima parte del nuovo dipartimento di ricerca DiBit 2 e venne posata la prima pietra per la costruzione del Dipartimento materno - infantile, mentre nel marzo 2008 è stata posata sulla sommità della cupola del DiBit 2 una statua dell'Arcangelo Raffaele, uno dei simboli dell'istituto.

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