Addio a Giuseppe Turani

  • Paola Montonati

giuseppe turaniE' mancato Giuseppe Turani, storico giornalista vogherese, uno dei maggiori esperti del mondo economico.

Nella notte tra il 6 e 7 gennaio è mancato improvvisamente Giuseppe Turani, all'ospedale di Broni dove  era stato ricoverato per un malore improvviso che lo aveva colpito nella giornata mercoledì nella sua abitazione.

Giuseppe Turani era nato a Voghera il 29 aprile 1941. Attualmente dirigeva la rivista mensile "Uomini&Business".

Laureato in economia alla Facoltà di economia e commercio dell'Università Bocconi a Milano, già nel 1970 Turani entra nella redazione del settimanale "L'Espresso", occupandosi della sezione Economia e Finanza e diventandone caposervizio e in seguito vicedirettore, firmando alcune importanti inchieste sui grandi protagonisti del capitalismo privato italiano e sul malfunzionamento delle Partecipazioni statali.

E' stato il pioniere del giornalismo economico italiano, si fece conoscere al grande pubblico a metà degli anni 70 con il libro "Razza padrona. Storia della borghesia di stato", scritta con Eugenio Scalfari (Feltrinelli, 1974).

Per lungo tempo è stato tra i maggiori esperti di problemi economici, collaboratore di vari quotidiani ("La Repubblica", "Corriere della sera") e periodici ("L'Espresso", "Il Mondo", "L'Europeo"). Ha accompagnato l'attività giornalistica a una vasta opera di scrittore con oltre una trentina di libri, alcuni dei quali bestseller.

Tra gli altri titoli "Montedison il grande saccheggio" (1977), "Padroni senza cuore" (1980), "I signori della Borsa" il capitalismo italiano tra rinuncia e ripresa"  (1985), "Come si gioca in borsa" (1986), "Briganti e gentiluomini della finanza italiana" (1987), "L'Ingegnere" (1988), "Mondadori: la grande sfida" (con Delfina Rattazzi 1990), "Raul Gardini" (sempre con Delfina Rattazzi, 1990), "I soldi degli altri" (1991), "Le ragioni di una svolta" (con Giorgio La Malfa), "I saccheggiatori" (con Cinzia Sasso,1992), "Perché abbiamo il peggior capitalismo del mondo. Dal miracolo degli anni '50 e '60 alla vicenda Parmalat" (2004), "La nuova razza padrona" (2004), "Viva il capitalismo” (2009).

Nel 1976 Turani passa al neonato quotidiano "La Repubblica" chiamato dall'amico direttore Scafari, dove è responsabile della sezione economica e nello stesso periodo cura le pubblicazioni della casa editrice Edizioni di Comunità. Negli anni '80 diventa curatore e editorialista di alcuni programmi televisivi della Rai dedicati a temi economici e finanziari. Successivamente assume la guida della redazione di Milano de "La Repubblica".

Alla fine del 1989 lascia "La Repubblica" e dal 1990 al 1992 è editorialista del "Corriere della Sera", del mensile "Capital" e dei settimanali "L'Europeo" e "Il Mondo". Nel 1993 torna a scrivere come opinionista ed editorialista de "La Repubblica", riprendendo la direzione del settimanale "Affari & Finanza". Nel 1994 è coinvolto nel cosiddetto 'Penne Pulite', con l'accusa di essere stato pagato dal gruppo Ferruzzi e dalla finanziaria milanese Ifm: il procedimento penale per tutte le accuse contro di lui viene archiviato l'anno seguente con la motivazione, tra le altre, che l'accusa infondata fosse basata su dichiarazioni "del tutto generiche e prive di ogni riscontro". Tornato a dirigere dal 2001 al 2007 "Affari & Finanza", termina la collaborazione con "La Repubblica" nel 2011 e si cimenta con l'ultima avventura della direzione della rivista economica "Uomini & Business".

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