Parabiago, tra antico e moderno

piazza maggiolini parabiago 33445.660x368Parabiago, laboriosa città vicino a Legnano, ha una lunga storia, dovuta alla sua collocazione al centro dei sentieri che collegano la bassa pianura padana alla regione dei Laghi, alle Prealpi e ai passi alpini che mettevano in comunicazione con il nord d'Europa e la valle del Reno.

Le testimonianze delle origini celtiche del paese sono apparse negli scavi effettuati fra il 1927 e 1940, dalle necropoli ritrovate vicino all'attuale cimitero del capoluogo e nella frazione di San  Lorenzo, oltre che sull'asse dell'attuale Statale del Sempione, nella zona che conduce verso il letto del fiume Olona.

Una delle prime famiglie di Parabiago fu quella degli Atili, il loro nome compare in una stele funeraria, conservata presso il Museo di Legnano all'interno della collezione lapidaria, ritrovata nella seconda metà dell'Ottocento, collocata all'ingresso del cimitero, dove era utilizzata come cassetta delle elemosine.

Molto nota è la battaglia di Parabiago, avvenuta il 21 febbraio 1339, dove si scontrarono due eserciti, quello di Luchino Visconti, comandante delle truppe di Azzone Visconti, Signore di Milano, e quelle di Londrisio Visconti, cugino di Azzone e nipote dell'arcivescovo di Milano, Ottone Visconti.

Lo scontro fu vinto dall'esercito di Azzone, dopo che il generale Luchino, salvato da un gruppo di uomini al comando dei Savoia, accampati a Nerviano, si vendicò mettendo in fuga l'esercito di Londrisio e catturando il cugino.

Nella grande piazza del paese si trova la parrocchiale dedicata ai Santi Martiri Gervaso e Protaso, sorta nel 1610 da un’idea di Don Gian Angelo Crivelli, con la collaborazione di Don Geronimo Raffaelli e San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, su un progetto di uno dei più celebri architetti del tempo, Pellegrino Pellegrini.

L'attuale facciata risale al 1780 e venne progettata dell’architetto Piermarini, progettista del Teatro alla Scala e del Palazzo Reale di Milano, che disegnò anche la piazza davanti alla Chiesa.

Invece la piccola chiesa di San Ambrogio della Vittoria fu voluta da Azzone Visconti, dopo la vittoria riportata contro Londrisio Visconti nella battaglia di Parabiago, come racconta l’iscrizione in caratteri gotici visibile nel coro dell'edificio.

La chiesa fu affidata, nel 1481, all'Ordine di San Ambrogio Ad nemus e ricevette, nel 1583, la visita pastorale di San Carlo Borromeo, poi i padri ambrosiani, allora reggenti, formarono a Parabiago un convento.

In seguito a un decreto di Innocenzo X, nel 1645 il Consiglio milanese dei 60 Decurioni, che aveva il patronato sul complesso ecclesiastico, decise di cedere i suoi diritti ai frati Cistercensi, ciò avvenne due anni dopo.

I Cistercensi, dopo aver lavorato a una rimodernizzazione della chiesa, iniziarono dal 1699 la costruzione di un loro monastero, completato nel 1705, con l'esecuzione di parte della storica muraglia di cinta, che andava: dalla siepe della Vigna fino alla zona del Trebiano con la sua Prospettiva.
Ormai la chiesa però era troppo angusta, così nel 1702 ne venne deciso l'abbattimento e la costruzione di un'altra, corrispondente al nuovo monastero, con una bella sagrestia e il maestoso campanile.

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