Morimondo. L’ultimo pomeriggio dell’anno

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E’ l’ultimo pomeriggio dell’anno, senza nebbia, qualche raggio di sole, freddo pungente.

Arrivo a Morimondo verso le quindici, e mi avvio a piedi nel borgo….deserto. Ma sento rumori, voci provenire dalle case, quasi certamente molti sono impegnati nei preparativi dell’imminente cenone.

Noto subito, nei giardini delle villette, nello spazio antistante a un ristorante, alcuni presepi, originali, curati, pieni di luci, preparati con attenzione.

L’acciottolato di sassi della strada già mi fa sentire quell’aria di antico, di tradizione, di Natale.

E dopo circa 500 metri appare l’Abbazia, maestosa, solenne. Nel prato antistante a un semplice presepe, una grande stella cometa illuminata appoggiata sul prato. Di fronte un godibile panorama di pianura lombarda già in parte avvolto da una foschia che lo rende misterioso, quasi antico.

Entrando nella chiesa, a destra subito un presepe diverso, un’immagine lontana. A ricordo della guerra del 1915, un allestimento con soldati in trincea, come un monito, un avvertimento perché tale strage non avvenga più.

E’ stato costruito sulla base della testimonianza di un soldato inglese presente alla tregua spontanea del Natale del 1914.

Poco più avanti si accede al chiostro.

Qui davvero una sorpresa, un presepe a grandezza naturale, gli ambienti dell’epoca ricostruiti sotto le varie arcate, il panettiere, l’arrotino, l’acquaiolo, il fabbricante di cesti, il venditore di frutta, il mulo carico di sacchi fino alla capanna di Gesù, dove la Sacra Famiglia accoglie i visitatori con un sorriso.

Camminando tra queste ambientazioni, attraversando questi momenti di vita si ha la sensazione di far parte di questa storia di oltre duemila anni fa.

Più avanti una mostra di presepi tra i più svariati, da quelli etnici costruiti con materiali rari, o anche più usuali, a quelli intagliati nel legno, in avorio, in argento, in carta, in ceramica. Alcuni provenienti da lontanissimi paesi sparsi per il mondo, allestiti con i costumi locali, forse per far capire che il Natale è di tutti, senza distinzione di colore, razza, usanze.

Quando esco dalla chiesa e riattraverso il borgo, incontro altri visitatori, le viuzze hanno ripreso vita, le luci delle decorazioni sono accese, l’aria sembra meno fredda, anche se ormai si fa buio.

Fra poche ore inizierà l’anno nuovo!

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