Lomellina: la parrocchiale di Goido

goido chiesa 1La terra lomellina, ricca d’acqua, di riso, di verde, di cascine, di operoso lavoro contadino è sempre stata caratterizzata da chiesette di campagna, isolate o conglobate in piccole frazioni o cascinali. Alcune, purtroppo sono andate distrutte, ma moltissime, curate dalla devozione e dall’amore continuano a raccontarci una storia non troppo lontana.

Anche se sembra una semplicissima chiesetta di campagna, in realtà, la chiesa di Goido, che fa parte della prepositura di Mede, ha origini antichissime, che risalgono fino all’anno Mille, quando gran parte della Lomellina era governata dei signori di Lomello.

E furono proprio i signori di Lomello che, tra il X e l’XI secolo, decisero di far erigere nel piccolo borgo una nuova chiesa, che sarebbe stata dipendente dalla basilica di Santa Maria Maggiore, il cuore spirituale di Lomello e della Lomellina in quel difficile periodo storico.

Come dimostrano gli antichi documenti, che si possono consultare presso l’Archivio Storico di Pavia, fino agli inizi del Cinquecento la piccola chiesa era parte integrante della diocesi di Lomello, cui dovevano versare come reddito annuale dodici scudi d’oro, cha sarebbero serviti per aiutare i poveri in difficoltà.

Verso la fine del Cinquecento avvenne qualcosa, di cui non c’è traccia negli archivi, che portò non solo Goido a diventare una vera parrocchia, ma nel 1576 a venire aggregata alle proprietà della diocesi medese, con la Confraternita di San Remigio a occuparsi del culto.

Una visita pastorale del 1635 ci racconta che, purtroppo, in quel periodo, la chiesetta stava andando in decadenza, con il tetto senza tegole e la facciata in rovina, ma rimase parrocchiale fino al 1707, quando venne chiusa per i restauri, che si protrassero fino al 1784, quando, grazie a un contributo dei proprietari terrieri locali, assunse l’aspetto attuale.

Alla fine dell’Ottocento la parrocchiale venne abbellita grazie a numerose offerte dei privati e con un aiuto economico anche dell’Amministrazione Comunale, mentre del 1928 è diventata una delle chiese della diocesi medese.

Con una pianta a navata unica, seguendo lo stile architettonico toscano, la chiesetta al suo interno presenta, a chi entra, una nicchia sul lato destro del presbiterio che ospita una statua di legno dorato di San Remigio, il patrono di Goido, con una cassetta contenente una reliquia del santo e al suo fianco una statua in cartone romano della Madonna.

Sull’altare in pietra dedicato a San Remigio, che un tempo era circondato da una balconata in pietra, si trova un olio su tela, raffigurante la Crocefissione, con la scritta in lettere dorate “S. Remigio, ora pro nobis” (San Remigio, prega per noi).

Da vedere anche la sacrestia, ampliata nel 1908, mentre il campanile, che è collegato alla chiesa con un passaggio interno, ha un elegante orologio che è sottoposto a una manutenzione regolare dall’Amministrazione Comunale di Goido. 

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