Le tre grandi torri di Pavia

  • Paola Montonati

torri pavia foto paolaTanto tempo fa Pavia era conosciuta come la città delle cento torri, oggi ne sono rimaste solo una decina.

Sono rimaste integre le tre torri di piazza Leonardo da Vinci del XII secolo dietro ai cortili dell’Università, le due torri di via Luigi Porta e quella di piazza Borromeo.

Piazza Leonardo da Vinci, uno dei luoghi più frequentati dagli studenti, si presenta come uno spazio composito, articolato su di un rettangolo irregolare, con i lati non perfettamente allineati, il cui centro è occupato dai resti della Cripta di Sant’Eusebio, alberi e panchine.

Sulla piazza si affacciano alcuni dei monumenti più significativi e rappresentativi della città: gli edifici dell'università, il Palazzo del Majno e a est dominano le tre alte torri medievali, dette anche Torri dell'Università, le più note testimonianze dell'XI e il XII secolo.

La Torre Fraccaro, la Torre dell'orologio e la Torre del Majno, vicine tra loro hanno caratteristiche costruttive comuni: a pianta quadrata, di cinque o sei metri di lato, con muratura in laterizio dal grosso spessore, punteggiata da buche pontaie, si elevano per circa 50-60 metri.

In origine avevano uno scopo di avvistamento e non di difesa, visto il ridotto spazio interno che era diviso da solai in legno collegati da scale e ben presto divennero l’emblema del potere delle famiglie in gara nell'avere la torre più alta.

Nell'angolo destro della piazza si eleva per circa 42 metri la Torre Fraccaro, assottigliata verso l'alto, alla sua sinistra è la Torre dell'Orologio, il cui nome deriva dalla presenza di un orologio a due facce realizzato tra il 1775 e il 1792 e ancora funzionante.

La Torre del Majno, con i suoi 51 metri di altezza, conserva la misura originaria e sul fianco si nota un portale medievale ad arco in cotto, unica parte del muro di cinta del giardino di Palazzo del Majno, demolito nel 1936 durante i lavori di ampliamento della piazza.

Palazzo del Majno è tra i migliori esempi di architetture settecentesche di Pavia e conserva anche importanti elementi rinascimentali della sua prima fondazione come il portale bramantesco su via Mentana e al centro della piazza, nascosta dagli alberi e coperta da una pensilina in rame, è collocata la Cripta di Sant’ Eusebio, una delle più antiche strutture ad aula unica; è divisa in 5 navate da esili colonnine che sostengono volte a crociera.

Nell'angolo ovest della piazza, di fronte all'aula magna dell'università, si trova l'ingresso al quattrocentesco Ospedale di San Matteo, divenuto negli anni Cinquanta sede dell'università.

Piazza Leonardo da Vinci, nella sua fisionomia attuale, è il frutto di molteplici trasformazioni urbanistiche avvenute a partire dal Quattrocento, infatti nel XV secolo la piazza era molto più piccola dell'attuale e si chiamava piazza dell'Ospedale perché situata davanti all'Hospitale Magnum, detto di San Matteo, costruito a metà Quattrocento e riformato nel corso del Settecento da Leopoldo Pollack.

Sulla piazza si affacciavano il fianco dell'infermeria, oggi Aula del Quattrocento, e la chiesa di San  Matteo e all'inizio dell'Ottocento, per garantire migliori condizioni d’igiene pubblica, si demolirono le costruzioni antistanti, la facciata dell'ospedale e si definì una piazza con due filari di platani.

Nel 1923, la costruzione del nuovo Palazzo delle Poste portò alla demolizione di un intero isolato e alla distruzione della chiesa di Sant’Eusebio, utilizzata come ricovero di fortuna degli ammalati,  sopravvisse la sua cripta, restaurata nel 1966.

Con lo spostamento dell'Ospedale San Matteo fuori dal centro storico, nel 1932 l'antica sede ospedaliera fu destinata a ospitare la Caserma Menabrea, poi furono smantellati il giardino e il muro di cinta del Palazzo del Majno, così da isolare la torre e realizzare una spaziosa piazza.

Risale agli anni Sessanta la sistemazione definitiva della piazza, con la liberazione delle due torri rimaste inglobate nella struttura dell'ex ospedale e l'apertura del grande cortile teresiano, che congiunge la Piazza a Corso Carlo Alberto.

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