La piccola chiesa di Fumo

  • Paola Montonati

santuario fumoCorvino San Quirico è un piccolo paese sulle colline dell’Oltrepò, in prossimità della statale Alessandria - Piacenza, nota come la via Emilia o via Romea.

Per il suo sviluppo agricolo e commerciale, grazie anche al passaggio della linea ferroviaria, il paese continua a crescere nella zona pianeggiante, incorporando la frazione di Fumo, situata tra i comuni di Casteggio e Santa Giuletta.

A Corvino verso la fine dell’Ottocento viveva la famiglia Perduca e Don Perduca, noto a tutti come il Canonico, nacque nel maggio 1875.

Entrato in seminario il giovane sacerdote ebbe come compagno di studi Don Luigi Orione, poi fu ordinato sacerdote nel 1898 e per sessantadue anni si dedicò al servizio della diocesi e della Congregazione fondata dal suo caro amico del seminario.

Don Perduca iniziò la sua attività sacerdotale nel Duomo di Voghera, giovanissimo divenne il padre spirituale nel seminario di Stazzano, fu poi il reggente di varie parrocchie, come delegato vescovile, infine nel 1922 entrò a far parte della famiglia orionina.

Intanto la mamma del sacerdote, Ermelinda Tacconi. scendendo a Fumo per lavorare nel suo terreno, vedeva il numero dei residenti crescere, ma non c'era una chiesa.

Nella sua fede semplice l’anziana donna vedeva, dove c’era il suo campo, una cappella dedicata alla Madonna di Caravaggio di cui lei, il marito Luigi e i figli erano particolarmente devoti.

Don Perduca prese la decisione di seguire il desiderio della madre e Don Orione sostenne l’iniziativa.

Il Canonico, dato i pochi risparmi della madre, si mosse con prudenza, pensando a una modesta cappella, ma Don Orione lo esortò a fare molto di più, perché cosi voleva la Madonna.

Il terreno della famiglia Perduca si trovava oltre la strada ferrata Alessandria-Piacenza e per avere un posto migliore fu unito a una proprietà della famiglia Quaglini, vicino alla strada principale.

Con il benestare del vescovo di Tortona e delle famiglie di Fumo, iniziarono cosi i lavori per la nuova chiesa, mentre, informato della decisione, Don Orione entusiasta scrisse dall’America a Don Sterpi, poi dopo essere tornato, si recò di persona sul luogo dove sarebbe sorta la chiesa.

Don Orione seguì sempre la costruzione del Santuario e ne scelse personalmente il progetto architettonico, ispirato alla Basilica di San Vincenzo in Prato.

Il Santuario fu inaugurato da Don Orione e benedetto dal vescovo Melchiori il 26 maggio 1939.

La struttura architettonica del complesso richiama quella di San Vincenzo in Prato di Milano ed è suggestiva la piccola cripta policroma, dove si venera il miracoloso dipinto della Madonna di Caravaggio con la pastorella Giovannetta.

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