La chiesa di San Sebastiano a Breme

104268058 2998316190217727 4719461764365924159 oA Breme, a qualche centinaio di metri dalla maestosa abbazia, c’è la piccola chiesa di San Sebastiano, poco conosciuta ma tutta da vedere…

Costruita nei primi anni del XVII secolo, la chiesa era consacrata ai Santi Rocco e Sebastiano ed era la sede di una delle numerose confraternite esistenti allora in paese, quella dedicata a San Sebastiano.

Infatti san Sebastiano è invocato come il patrono delle Confraternite di Misericordia italiane, poiché secondo la leggenda era sempre impegnato ad aiutare i suoi amici martiri per la fede cristiana e a provvedere alla loro sepoltura.

Questo tipo di confraternita ha le sue origini nelle prime forme di partecipazione dei cittadini alla vita della comunità che presero il nome di Confraternite.

È nel Medioevo che queste forme di aggregazione assumono un'identità più definita, dal X secolo in poi, trovandosi spesso a svolgere un ruolo da protagonista sul piano religioso e civile.

Sempre in bilico fra il sospetto di eresia e di opposizione al potere politico, arricchite per donazioni e lasciti, le Confraternite furono la forma associativa volontaria più diffusa in Europa, come nel caso di Firenze, dove erano molto attive fin dal XII secolo.  

Verso la metà del XV secolo, a Firenze e nel resto d'Europa, tutte le Compagnie dedite alla beneficenza e all'intervento sociale caddero sotto il controllo diretto o indiretto dello Stato che le riorganizzò secondo i propri fini di politica sociale.

A Firenze dal 1490 una serie di Statuti modificò profondamente la struttura sociale della confraternite, rendendola sostanzialmente diversa da quella del passato, con una più ampia partecipazione a base popolare.

Nel Seicento, insieme a san Rocco, Sebastiano fu invocato e raffigurato a protezione contro la peste, sia in pale d'altare, sia in affreschi nei cimiteri, sia nella dedicazione di numerose chiese.

Infatti l'agiografia sostiene che san Sebastiano sopravvisse alle frecce e san Rocco sopravvisse alla peste, facendone così i simboli dei salvati da una morte che generava piaghe o ferite, come la peste.

Nell’interno della chiesa, costituito da un’unica navata, è da vedere l’altare in marmi policromi intarsiati, in un tipico stile del barocchetto piemontese.

Sull’altare c’è un crocifisso ligneo del XVII secolo, sulla destra si nota lo stendardo della Confraternita, con la scena del martirio di San Sebastiano.

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