La chiesa di San Rocco a Voghera

  • Paola Montonati

chiesa san rocco vogheraA pochi passi dallo storico duomo di Voghera, la chiesa di San Rocco, festeggiato ogni 16 agosto, ha una storia molto più complessa…

Le radici storiche dell’edificio risalgono al XI secolo, quando i pellegrini dell’Europa verso i luoghi sacri usavano la vecchia rete stradale tracciata dall’Impero Romano, dove una delle arterie principali era la via Postumia (da Piacenza a Genova), successivamente via Emilia, che passava per Clastidium (Casteggio) e Foro Juli Iriensum (Voghera).

Nel X secolo a causa delle guerre in Medio Oriente si sviluppò il pellegrinaggio verso Roma sull’antica via Postumia, che portò alla creazione di vari luoghi di sosta lungo il percorso per opera di enti religiosi che di città all’interno e all’esterno delle mura cittadine.

A Voghera l’ospizio dove erano alloggiati e rifocillati i pellegrini era l’ospedale di San Enrico o del Salvatore, che si trovava lungo la via Emilia all’interno della cerchia muraria cittadina presso porta Rossella, gestito da alcuni frati senza ordine religioso detto ospitalieri, poi dai membri di associazioni civili, religiose, militari, impegnati a fornire ospitalità ai pellegrini ma che appartenevano al capitolo di San Lorenzo cui spettava la sovrintendenza dell’ospedale.

Nel XV secolo l’ospedale con le sue rendite e beni fu ceduto all’ordine dei Domenicani, che ebbero in questo modo un cospicuo patrimonio e nel XVI secolo, quando furono ritrovate parte delle spoglie di San Rocco, ebbe inizio la costruzione della nuova chiesa, in onore del santo.

Il progetto fu concepito come l’ampliamento di una chiesa precedente, ma le offerte dei fedeli non bastavano perché i domenicani dirottavano gli introiti per il completamento del dormitorio del loro convento, quindi la costruzione della nuova chiesa si fermò.

In quel  periodo nacque la Confraternita del Sacro Nome di Gesù, successivamente Confraternita di San Rocco, fondata da alcuni vogheresi con lo scopo di recuperare la chiesa e i fabbricati vicini.                                                                                  

Nel XVI e XVII secolo, con la riedificazione delle mura, fu ristrutturato l’ospedale e creata una piazzetta antistante la chiesa.

Sotto l’occupazione francese, i locali furono adibiti a deposito di sale, le amministrazioni e gli ordini religiosi degli ospedali furono soppressi, mentre l’oratorio e la chiesa rimasero in carico alla confraternita che prese parte all’ingresso in città di Napoleone proprio sul piazzale della chiesa nel 1804.

Con le guerre d’indipendenza l’ex ospedale e la chiesa sconsacrata furono trasformati in centro di transito e di sosta per le truppe sino all’unità d’Italia.

Alla fine del XIX secolo la confraternita chiese la fondazione di una seconda parrocchia cittadina, nel 1924 la sovrintendenza ai monumenti della Lombardia dichiarò la chiesa di San Rocco monumento sottoposto a vincolo e nel 1938 la nuova chiesa di San Rocco divenne parrocchia, durante le celebrazioni del settimo centenario della morte di San Rocco.

Oggi questa chiesa continua a essere frequentata dai fedeli che riconoscono la venerazione di San Rocco nelle ossa custodite nel braccio d’argento e nell’urna che custodisce le spoglie del Santo.

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