La chiesa di San Pietro e Paolo a Cilavegna

  • Paola Montonati

97115216 2909363345779679 7182969963722833920 oGrande e maestosa al centro di Cilavegna, in provincia di Pavia, la chiesa di San Pietro e Paolo ha una storia tutta da scoprire….

La chiesa fu edificata nel 1775, sui resti di un edificio romanico intitolato a Pietro e Paolo, con un progetto ideato e realizzato dall’architetto Giuseppe Castelli di Alessandria.

Infatti l'antica Chiesa Parrocchiale, durante il XVII secolo, era considerata troppo piccola per le necessità della popolazione, per cui nel 1669 si decise di costruire una nuova chiesa.

Due anni il Vescovo di Pavia e il Padre Priore di San Pietro Martire accordarono il permesso di iniziare i lavori, sostenendo le spese anche con le elemosine della Chiesa di Sant’Anna.

Il 27 giugno 1729 venne posata la prima pietra e i lavori con la direzione del capomastro Giuseppe Barbasso, continuarono per tutto l'anno e il 7 ottobre 1731 fu posato sulla cupola della chiesa un cupolino in piombo.

Nel 1736 si allestì la nuova sacrestia e ci fu la costruzione del coro, che in mezzo racchiudeva l'altare maggiore in marmo.

La chiesa fu completata nel 1766 con zoccoli in granito e l'intonaco della muratura della facciata, mentre all'interno la vecchia chiesa venne gradualmente demolita.

Nel 1769 a fianco della chiesa fu murata una lapide che testimoniava la conclusione dei lavori, anche se mancavano gli ultimi lavori di rifinitura.

Cosi nel 1774 il pittore Stefano Bossi decorò la Cappella delle Sacre Reliquie, mentre i fedeli contribuirono, con offerte, all'acquisto dei banchi rendendo possibile, in tempo per il Natale, la benedizione della chiesa, che fu impartita dal Parroco Muzzani, Vicario di Gambolò.

Il disegno dato dall'architetto Castelli vede una grande navata dove le tre campate, a pianta curvilinea, mostrano un gioco di masse, assecondando il modello del periodo barocco in cui venne concepita.

Al centro della chiesa si nota l’Altare Maggiore, ricco di pregiati marmi, mentre il Tabernacolo è ornato da pietre rare e venne in seguito arricchito da un’opera, finemente cesellata, del commendatore Politi di Milano raffigurante il Buon Pastore che conduce le sue pecore a casa.

Il primo altare a destra, partendo dall'altare maggiore, è dedicato alla Beata Vergine ed è di marmo, con una serie di stucchi nella parte inferiore.

Nella cappella consacrata a San Francesco da Paola c’è la pala con Santa Margherita, Sant’Isidoro, San Bovo del 1867 del pittore vigevanese Luigi Bono, mentre quella della Madonna dei Sette Dolori presenta tre pregevoli statue settecentesche, con il Crocifisso, la Beata Vergine e San Giovanni in una grande icona di legno.

L’altare di fronte a quello dell’Addolorata è dedicato a San Giuseppe, raffigurato in una pregevole tela settecentesca con Santa Lucia, Sant’Agata e San Giobbe, mentre si nota anche un quadro della Beata Vergine del Buon Consiglio con la cornice intagliata in legno.

Nell’altare marmoreo del Suffragio c’è una tela del professore Sampietro di Garlasco, mentre il sesto è dedicato alle sante reliquie, racchiuse in una nicchia che contiene le statue in legno dorate della Beata Vergine,San Pietro, San Paolo, San Mattia, San Simone, una statuetta di Santa Maria Maddalena e una statua di cartapesta di San Bovo.

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