La chiesa del Sacro Cuore a Casteggio

  • Paola Montonati

chiesa sacro cuore casteggio foto montonatiNel centro storico di Casteggio, con la facciata aperta su piazza Dante, c’e la chiesa del Sacro Cuore, dallo stile modernissimo ma con una storia davvero interessante…

I lavori per la costruzione della chiesa sono iniziarono nel 1937 e terminarono nel 1941, basandosi su un progetto dell’architetto Cesare Paleni, che s’ispirò allo stile romanico.

Nella cupola esterna si possono notare le colonnine che ne delineano il perimetro, mentre l’interno della chiesa è a tre navate, la cui divisione è data dal colonnato centrale che richiama lo stile romanico.

La chiesa è ricca di marmi, che vanno dal pavimento, alle colonne, alle acquasantiere, mentre è di granito l’altare maggiore, composto di una semplice mensa, mentre le navate laterali sono arricchite con una serie di dipinti che raffigurano la Via Crucis.

Nella zona presbiterale e l’abside, che occupano mille metri quadrati, sono totalmente affrescati con immagini sacre, mentre sopra l’altare maggiore è esposto un crocefisso di legno, da vedere gli altari collocati nei transetti laterali.

Presso il transetto di destra si trova l’altare di San Giuseppe, con la statua di marmo raffigurante il santo, mentre subito dopo è collocato l’altare dedicato alla Madonna Ausiliatrice, oltre al fonte battesimale in marmo rosso di Verona.

Nel transetto sinistro c’è l’altare di marmo dedicato al Sacro Cuore, sormontato da una statua di legno del Redentore.

L’area più nota della chiesa è il mausoleo, dove si trova una raccolta delle acque dei fiumi che hanno fatto da sfondo alla prima guerra mondiale.

Inoltre nel sacrario c’è il ricordo dell’esploratore Giuseppe Maria Giulietti, nato a Casteggio il 28 dicembre 1847.

Dopo gli studi presso il Collegio Nazionale di Voghera, Giulietti a diciotto anni si arruolò nelle truppe di Garibaldi partecipando alla terza guerra d’indipendenza e fu promosso caporale sul campo a Vezza, in Trentino.

Nel 1870 si trasferì a Genova, dove frequentò il Museo Civico di Scienze Naturali e conobbe Giacomo Doria, che lo scelse come organizzatore di una spedizione in Etiopia, guidata da Orazio Antinori, che partì dall’Italia nel marzo 1876.

Verso la fine del 1880 Giulietti fu nominato segretario del console Branchi, inviato dal governo italiano come commissario civile ad Assab e preparò un viaggio verso l’interno per giungere nell’Aussa, allo scopo di aprire la via commerciale tra Assab, il paese dei Galla e lo Scioa.

La Società Geografica Italiana sostenne la spedizione e gli fornì gli strumenti tecnici.

Da Assab Giulietti prese i contatti con i notabili di Aden e Moca, per l’acquisto del materiale necessario per la spedizione nell’Aussa.

L’11 aprile 1881 partì da Assab la spedizione guidata da Giulietti con il sottotenente di vascello Giuseppe Biglieri, dieci marinai della nave Ettore Fieramosca, due operai italiani, due etiopi e un interprete sudanese, tutti ben armati.

Ma la mancanza di notizie sulle popolazioni locali spinse il governo Cairoli a vietare l’esplorazione.

Purtroppo il divieto arrivò quando il gruppo aveva già lasciato Assab e il 25 maggio la spedizione fu attaccata e massacrata.

Nel 1929 una spedizione in Etiopia organizzata da Raimondo Fianchetti scoprì un grande lago vulcanico che in onore di Giulietti fu chiamato Lago Giulietti, poi con la fine dell’occupazione italiana divenne il Lago Afrerà.

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