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Il castello di Sant’Angelo Lodigiano: storia e info

  • Paola Montonati

sant angelo lodigiano paola fotoE’ una giornata di un febbraio piovoso, ma sullo sfondo di un cielo che offre un ventaglio di sfumature tra il grigio e il bianco, ecco apparire un possente maniero, un Castello che offre davvero molte sorprese.

Maestoso e solenne, il castello di Sant’Angelo Lodigiano ha molto da raccontare…

Sorto nel XIII secolo sulle sponde del fiume Lambro, in posizione strategicamente favorevole per il controllo del traffico fluviale verso Milano, il Castello di Sant’Angelo fu realizzato secondo i progetti dell’architettura militare lombarda, a pianta quadrilatera e torri angolari.

Da struttura militare della Signoria di Milano, fu modificato in una dimora estiva da Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti che nel 1383 fece costruire la torre Mastra e aprire le finestre a bifora, con una spesa di 100.000 fiorini d’oro, come documentato dalle cronache.

Nel 1452, con il passaggio del potere del ducato di Milano dai Visconti agli Sforza, il feudo e il Castello vennero donati da Francesco Sforza a Michele Matteo Bolognini che ricevette in quell’occasione il titolo di Conte.

Negli anni successivi il Castello vide il susseguirsi delle vicende politiche e militari che hanno interessato la Regione Lombardia e la proprietà rimase della famiglia Bolognini sino all’ultimo discendente, il conte Gian Giacomo Morando Bolognini che, all’inizio del 1900, realizzò importanti opere di restauro.

Poi nel 1933, la contessa Lydia Caprara Morando Bolognini, vedova del Conte, creò in ricordo del marito, la Fondazione Morando Bolognini con finalità di ricerca e divulgazione in agricoltura e destinò il Castello a Museo.

Oggi il Castello Bolognini ospita tre importanti Musei, il Museo Morando Bolognini, il Museo di Storia dell'Agricoltura e il Museo del Pane.

I musei del castello di Sant’Angelo Lodigiano

Realizzato nei primi decenni del 1900, il Museo Morando Bolognini propone ventiquattro saloni riccamente arredati secondo lo stile di una Casa-Museo, offrendo ai visitatori la possibilità di rivivere antiche atmosfere.

Si possono ammirare mobili, quadri e vasellame nel periodo compreso tra il  Settecento e il Novecento, oltre a lavori artigianali in ferro battuto, la Biblioteca, che ospita circa 2000 volumi e un’interessantissima Armeria, costituita da circa 500 pezzi di varie epoche e provenienze. la Sala del Trono, la Sala degli Antenati, la Cappella, la Sala degli Specchi e le Sale da Pranzo.

Il secondo museo racconta la storia dell’agricoltura a partire dal neolitico, all’età romana, medioevale, rinascimentale e moderna.

Un settore è dedicato all’agricoltura tradizionale lodigiana, con la ricostruzione di botteghe artigiane: falegname-carradore, fabbro-maniscalco, sellaio, oltre a due stanze contadine con cucina e camera da letto, fino al contributo delle civiltà extraeuropee alla nostra agricoltura.

Nel cortile sono esposti carri agricoli e macchinari della prima industrializzazione delle campagne.

Infine il museo del Pane allestito in quattro sale, nella prima sono presentati i cereali, materia prima per i diversi pani del mondo; nella seconda sala sono illustrate, con un’impostazione didattica, le varie fasi del ciclo Grano-Farina-Pane, mentre la terza sala raccoglie oltre 500 forme di pani delle regioni italiane e di molti paesi europei ed extraeuropei.

Nella quarta sala sono visibili le attrezzature per la produzione del pane e sono presenti composizioni di pani artistici realizzate da abili maestri panificatori.

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