Il castello di Lardirago

  • Paola Montonati

102578800 2969864359729577 2009048192341837517 oIl Castello di Lardirago è parte di un complesso architettonico ubicato nell’omonimo comune, a 7 Km a nord di Pavia, in prossimità della strada provinciale Pavia–Melegnano, composto dal Castello, da un Ricetto e dalla cascina Cortegrande.

Nel 1569 Papa Pio V, con la Bolla In supereminenti sedis apostolicae, passò al Collegio Ghislieri di Pavia il feudo di Lardirago e il suo Castello dalla mensa dell’Abbazia di San Pietro in Ciel d’Oro.

Da allora il complesso è del Collegio Ghisileri, passando attraverso la dominazione spagnola, il governo dell’Austria, la rivoluzione francese e l’unità d’Italia.

Il Castello è una costruzione del periodo Visconteo, edificata nel XIV secolo con delle preesistenti strutture fortificate databili all’XI e XII secolo, mentre il Ricetto, a sud del Castello, risale al XIV secolo.

A ovest del Castello si trova la Cascina Cortegrande, risalente al XVI e XVII secolo, composta da più edifici e una grande corte di forma quadrangolare, secondo lo schema della cascina lombarda.

Il castello è un edificio complesso, composto da diversi elementi edilizi e presenta un perimetro esterno a pianta quadrata, composto da quattro corpi di fabbrica di differente larghezza ma di pari altezza che, uniti ad angolo retto, formano una corte a pianta rettangolare.

Il corpo di fabbrica orientale è composto da due elementi, costituiti dalla torre e dall’estremità settentrionale caratterizzata dal portico con archi in cotto a vista.

Il piano terreno della torre racchiude la Cappella romanica di San Gervasio del XI secolo, alla quale si può accedere dalla corte interna.

Nella zona nord-ovest del fabbricato si apre un portico, sul cui muro sono evidenti i profili di cinque archi acuti, che mostrano la trasformazione edilizia dell’impianto originario.

Per ripercorrere la storia del Castello si deve iniziare dalla Cappella, racchiusa nelle mura della torre, la cui struttura è stata più volte rifatta dai vari proprietari che nei secoli si sono succeduti.

Un motivo di particolare interesse sono i due successivi interventi, eseguiti a fine del Trecento e un secolo più tardi, che divennero occasione per due reinvenzioni della sua struttura.

Inizialmente privata del tetto, la Cappella fu innalzata, esattamente sul suo perimetro, una elevazione che si configurò come la torre rettangolare che vediamo oggi, che comportò sul prospetto frontale interno l’aggiunta di un portale di terracotta nella seconda metà del XIV secolo.

Una peculiarità della Cappella, cuore del Castello, è che le pitture sono incorporate nelle stratificazioni edilizie successive, per cui riportare alla luce le prime comporterebbe la demolizione delle seconde.

Un’altra struttura edilizia è la rampa elicoidale situata entro il lato meridionale del Castello, dove al vano che la ospita, si accede direttamente dal cortile, con aperture situate nell’angolo di sud-ovest del cortile stesso.

E’ difficile tentare una ricostruzione della struttura antica della scala, si può supporre che in origine essa consentisse l’accesso alle cantine del piano seminterrato, ai locali e alle ampie sale poste ai vari piani dell’ala occidentale, fino al sottotetto ovvero ai cammini di ronda di un tempo.

Il piano inclinato della rampa elicoidale, di pendenza attenuata, era percorso anche da cavalli e da piccoli carri.

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