I grandi musei: Museo della Fisarmonica di Stradella

stradella museo civico della fisarmonica mariano dallapèInaugurato il 20 maggio 1999, alla presenza del cantautore Paolo Conte, il Museo della Fisarmonica di Stradella ha lo scopo di conservare la memoria di un artigianato di altissima qualità che ha reso nota la cittadina dell’Oltrepò Pavese in tutto il mondo.

Dopo alcuni anni di ricerche sul campo, col determinante contributo dei testimoni diretti, grazie ai dati storici estratti dagli archivi, alla fine degli anni Novanta fu allestita l’esposizione permanente, grazie anche a generose donazioni di antichi strumenti, attrezzi e documenti, insostituibili fonti d’informazione.

Il Museo racconta in primo luogo la genesi dello strumento e le vicende attinenti le quarantaquattro fabbriche che hanno lavorato in città dal 1876, ideando col tempo un’infinità di varianti per i numerosi modelli di fisarmonica prodotti, attraverso varie epoche e seguendo lo sviluppo tecnologico.

La storia della fisarmonica a Stradella cominciò con l’idea di Mariano Dallapè, che era nato a Brusino di Cavedine in Trentino il 12 maggio 1846, nel territorio austriaco.

Lasciato il paesello in cerca di fortuna, Dallapè nel 1866 si fermò a Stradella, dove si approcciò alle maestrie artigianali locali che gli consentirono di ideare una fisarmonica diatonica, molto migliorata rispetto a quella che era nota in quella zona.

Grazie al successo, la produzione in serie della nuova fisarmonica cominciò dal 1876 presso la Chiesa campestre della Versa, dove Mariano era coadiuvato da una ventina di collaboratori.

Il successo gli fruttò il Titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia,conferitogli da Re Umberto I il 2 aprile 1898.

Nel 1900 Dallapè divenne il titolare di una grande fabbrica di fisarmoniche, dove lavoravano una quarantina di artisti operai, e che fu insignita di prestigiose onorificenze alle Esposizioni Mondiali.

A questo punto Mariano ideò nella fabbrica di Stradella l’organetto semidiatonico in moderna Fisarmonica a scala musicale Cromatica, legato alla codificazione dei bassi, ad accordi precostituiti, che erano adatti all’accompagnamento in tutte le tonalità, ancora oggi denominati Bassi Stradella.

La fabbrica fu ampliata in fasi successive sino a ospitare circa 300 operai e il marchio Dallapè era divenuto sinonimo di assoluta eccellenza grazie alla grande qualità del suono.

A conferma della fama mondiale dalle fisarmoniche Dallapè, nel 1924, solo quattro anni prima della morte, Mariano venne insignito del titolo di Uffiziale dell’Ordine della Corona d’Italia, la massima onorificenza dello Stato.

Il percorso del museo è articolato in tre settori e cinque ambienti, nel primo settore è descritto il contesto storico in cui si formò l’industria locale della Fisarmonica, con la sezione didattica in cui sono analizzati i componenti costituenti la scatola sonora dello strumento, la descrizione tecnica e le peculiarità musicali.

Infine gli ultimi ambienti mostrano un’ampia tipologia di modelli di fisarmonica , tutti prodotti a Stradella, disposti in ordine cronologico.

L’ampia collezione di strumenti del museo ha pezzi di estrema importanza e diversi unici.  ad esempio ci sono il primo Accordion prodotto a Stradella dal pioniere Mariano Dallapè nel 1871, l’Organfisa Liturgica dalla strabiliante voce d’organo, e altri modelli speciali per la sofisticata estetica e la dolcezza di suono.

 

Lungo il percorso di visita c'è una serie di vari livelli informativi, infatti a ogni reperto e documento è abbinata una breve descrizione, mentre in ogni settore sono stati collocati pannelli di approfondimento delle materie trattate; infine, per i visitatori più esigenti e studiosi è predisposta un’approfondita audioguida.

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