Cripta di Sant’Eusebio

Uno dei più nascosti reperti dell’epoca longobarda a Pavia, situata quasi davanti al cortile Terenziano, accanto alle torri civiche.eusebio

La cripta di Sant’Eusebio a Pavia rimane l’unica reliquia di un’antica basilica, costruita poco prima della dominazione longobarda, andata ormai perduta.

Originalmente consacrata al culto cattolico, subì un radicale mutamento sotto il regno del re longobardo e ariano Autari, ma dopo la sua morte la basilica venne riconsacrata al culto cattolico.
In origine la pianta dell’edificio era composta da tre navate scompartite con otto grandi colonne marmoree.

Dopo il terremoto del 1117 la basilica di S. Eusebio subì una parziale ricostruzione, per poi venir restaurata nei primi anni del 1600.
Nel 1700 la chiesa venne demolita e integralmente ricostruita in una nuova forma di scarso valore artistico, ma la cripta fu risparmiata.
Tuttavia nel 1923 fu interamente demolita completando la devastazione del quartiere circostante che manteneva alcuni tratti medioevali.
Nel 1933 a seguito della sistemazione della Piazza Leonardo da Vinci la cripta venne ricoperta con un terrapieno, poi eliminato durante i restauri del 1968.

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La prima cosa che si nota entrando nella cripta è che la chiusura rettilinea che fa corpo con i semipilastri semiottagonali è molto diversa dalla struttura dell’emiciclo absidale, risultando essere molto più antica, forse legata a una serie di capitelli di gusto barbarico.

Le pitture sulle volte e sulle pareti, dopo il restauro furono ricollocate al loro posto perché, pur essendo frammentarie e a volte prive del colore, sono strettamente legate all’ordito architettonico.
Durante gli anni 20 – 30, dalla piazza si accedeva alla cripta tramite una scaletta a chiocciola.
Nelle volte della cripta si trovano molti interessanti affreschi, tra cui santi con aureola che richiamano i mosaici bizantini, mentre la campata più vicina all'abside presenta i busti dei quattro evangelisti dipinti con uno stile più morbido.

Anche i capitelli erano decorati con fogliame, mentre le pareti a specchiatura erano decorate con finto marmo e i sottarchi con una serie di motivi caratteristici degli affreschi medioevali, come i finti ovuli, triangoli contenenti foglie, crocette di Sant'Andrea.
Durante i restauri del 1968 furono rinvenute le tracce di un affresco rappresentante la Vergine con il Bambino, la cui tecnica esecutiva fa ipotizzare una datazione più tarda rispetto agli altri affreschi.
La copertura in terra per realizzare il giardinetto nel 1933, portò i muri della Cripta ad impregnarsi di umidità, per cui alcuni affreschi si deteriorarono, mentre altri furono del tutto distrutti.
Nel 1968 vi fu l'eliminazione del terrapieno, oltre al risanamento delle murature e il restauro degli affreschi rimasti.

Tuttavia la sistemazione attuale con una tettoia, non è del tutto ottimale, e inoltre non permette di capire l'importanza storica della cripta.

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