Pieve del Cairo sulle soglie del Piemonte

  • Paola Montonati

pieve del cairo 1In quella zona tra il confine del Piemonte e della Lombardia, nella regione della Lomellina, si trova il piccolo ma suggestivo borgo di Pieve del Cairo.

L'importanza di Cairo Vecchio, com’era chiamato un tempo il paese, è stata documentata dalle copiose suppellettili funebri, utensili, ornamenti e armi ritrovati nelle tombe gallo-romane scoperte nelle vicinanze.  

Agli albori del Cristianesimo nacque la Plebe Cairi, che si concentrò attorno alla prima basilica cristiana, sorta su un tempio pagano dedicato alla dea Cibele.

Accanto alla piccola basilica si trovava il battistero, a base quadrata, con volta bassa, la cui pianta quadrata è l'unica in Lomellina, poiché i battisteri di Lomello e Velezzo hanno rispettivamente pianta ottagonale e circolare.

Nell'anno 800 Cairo, Pieve e quasi tutta la Lomellina vennero ceduti, per ordine di Carlo Magno, al dominio dei Conti Palatini di Lomello.

Nel 1154 Federico Barbarossa, sceso in Italia per rivendicare i suoi diritti sulla penisola, attraversando la Lomellina per assediare Tortona, passò per la corte del Cairo e distrusse il castello.  

Nel 1404 Facino Cane, condottiero al soldo dei Visconti, saccheggiò gli abitati del Cairo e di Pieve del Cairo e ne abbatte nuovamente le fortificazioni, poi il borgo passò nel 1451 ai Beccaria, e, nel 1467, Federico III diede il feudo di Cairo e Pieve del Cairo ai nobili Isimbardi di Milano.

La cittadina divenne nota nel 1512, quando i suoi abitanti liberarono il cardinale Giovanni de' Medici, legato pontificio di Giulio II presso l'esercito della Lega Santa, che era stato catturato dai Francesi nella battaglia di Ravenna contro le truppe papali.

Quando il cardinale arrivò sul soglio pontificio col nome di Leone X, decise di ringraziare il popolo pievese concedendogli due Giubilei annui, uno la prima domenica di giugno, e l'altro per la festa della natività della Madonna (8 Settembre), cui è dedicata la chiesa del paese.

Tra i secoli XVII e XVIII il castello assunse il suo aspetto definitivo. Purtroppo, successivamente il borgo subì gravi distruzioni sia da parte di truppe che vi si accampavano, sia per le inondazioni del Po.

Imponente nel centro del paese si trova l'Arco trionfale, costruito dal marchese Isimbardi in onore del passaggio di Margherita d'Austria, in viaggio verso la Spagna per sposare il re Filippo III.

Il Castello è uno dei più grandi della provincia di Pavia e la sua pianta è un compromesso tra i progetti più antichi di castello con torre alta, unica, centrale, e quelli più tardi con torri angolari.

A seguito di radicali trasformazioni e ampliamenti apportati dai Beccaria e dagli Isimbardi, della vecchia rocca rimangono solo la torre angolare di sud-ovest, una torre mozza a nord-ovest e la torre alta, non più centrale, ma posta a est.

L'ala superstite del fortilizio originario, quella con mattoni a vista, è nelle immediate vicinanze della grande torre, mentre il restante tratto che la collega alla torre angolare di sud-ovest è stato interamente ricostruito nel secolo XVIII.

L'ingresso è in un corpo avanzato in forma di rivellino, che conserva le tracce del ponte levatoio e della passerella pedonale, sovrastato da due altane sovrapposte, ciascuna delle quali a tre fornici, mentre il lato settentrionale, con le sue due torri, ha maggiormente conservato i caratteri grevi e austeri del fortilizio medievale.

Di grande eleganza è la corte nobile, con archi a tutto sesto, di gusto barocco, con un magnifico salone di stile neoclassico, mentre al centro del cortile si trova una bella fontana barocca che raffigura il dio Nettuno.

La chiesa di Santa Maria della Consolazione fu costruita nel 1518, dopo la terribile inondazione che distrusse quasi interamente il paese, tranne che per il castello e il campanile.

La chiesa, a tre navate senza transetti, ha una profonda abside, mentre i 10 altari laterali non sono cinti da balaustre e si differenziano per questo dall'altare maggiore.

Nella barocca sagrestia nuova si trova una tela di notevoli dimensioni in cui è raffigurato Leone X con la bolla del giubileo perpetuo, mentre il campanile, dalla forma di torrazzo quadrato, un tempo separato dalla chiesa, attualmente è incorporato in essa con due lati.

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