Bobbio Tra Piacenza e il Pavese

  • Paola Montonati

bobbio 1Nella zona della provincia di Piacenza, a pochi chilometri del Pavese, si trova l’incantevole borgo di Bobbio, con una storia che parte da molto lontano.

Bobbio era già abitata nell'Età della pietra, successivamente fu popolata da insediamenti liguri, poi arrivarono i Galli, che in seguito vennero assimilati nell’impero romano.

Nel 614, il monaco irlandese Colombano arrivò con i suoi discepoli a Bobbio il cui territorio gli fu donato dal re longobardo Agilulfo.

Lì Colombano trovò una chiesetta semidiroccata, dedicata a San Pietro, e la restaurò, morì il 23 novembre 615 e i suoi discepoli lo seppellirono nella cripta.  

In poco tempo il convento si popolò rapidamente e nel 643 contava centocinquanta monaci e l’abbazia di Bobbio, con le sue scuole, la sua Biblioteca, il suo Scriptorium, la sua organizzazione economica, divenne anche una potenza politica.

Nel giugno 774, Carlo re dei Franchi, pose fino al Regno Longobardo e lasciò ai monaci bobbiesi nuovi vasti beni, che si trovavano in Valtrebbia, val Staffora, val Tidone, val d'Aveto, in Liguria, nel Monferrato e nelle Langhe, attorno al Lago di Garda, da Salò a Bardolino, sui Laghi di Mantova, a Piacenza, Ravenna, Genova, Lucca e Pavia.

Nel 1014 l'Abate ottenne la dignità episcopale e nacque così la diocesi autonoma di Bobbio, che da borgo monastico fu una città episcopale.

Ma nel 1230 Piacenza occupò Bobbio che, staccata da Piacenza e, aggregata a Voghera dal governo dei Visconti, nel 1387 fu data in feudo ai Dal Verme, i quali la governarono fino al Settecento quando, in seguito alle Guerre di Successione, passò ai Savoia.

Da questo momento la storia di Bobbio s’identifica con quella dei Savoia e ne seguì le vicende fino alla costituzione del Regno d'Italia, quando vene incorporata nella provincia di Pavia, in cui rimase fino al 1923.

La costruzione del Monastero di San Colombano risale ala fine del IX secolo quando l'abate Agilulfo prese la decisione di cambiare il primo nucleo della comunità locale, che si era sviluppato intorno alla basilica di San Pietro.

L'attuale complesso risale al 1456-1522 e della struttura dell'antica basilica protoromanica oggi resta un breve tratto dell'abside circolare e parte della torre campanaria. 

All’interno due rampe di scale situate ai lati della cappella maggiore permettono l'accesso alla cripta, dove è custodito il sarcofago di San Colombano e sulle pareti a lato si vedono due transenne longobarde usate per i sepolcri di san Attala e san Bertulfo, rispettivamente secondo e terzo abate di Bobbio.

Il complesso abbaziale ospita anche il Museo dell'Abbazia, una raccolta di materiali archeologici e opere legate alla figura del Santo dal IV al XVIII secolo, e il Museo della Città, un percorso didattico ospitato, nei locali dell'ex refettorio e lavamani. 

Il Castello Malaspina, che si trova vicino alla basilica di San Pietro, venne edificato a partire dal 1304 per volere di Corradino Malaspina e per tutta la durata della sua signoria fu una roccaforte della politica ghibellina.

Quando la città passò alla famiglia Visconti divenne una residenza del Podestà ed in seguito vi abitarono i Dal Verme.

Trasformato in una lussuosa dimora il castello venne acquistato da altre famiglie nobili finché nel 1956 divenne una proprietà dello stato.

Oggi del Castello originario restano il mastio centrale a pianta rettangolare e dal suo cortile interno si gode di una stupenda visuale della città e delle montagne intorno a Bobbio.

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