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Winckelmann. Il Creatore della moderna storia dell'arte e la Lombardia

  • Paola Montonati

17432 170 winckelman620Giovedì 6 febbraio alle 17, in collaborazione con la Biblioteca Universitaria, presso il Salone Teresiano in Palazzo Centrale a Pavia verrà presentato il volume Winckelmann, l'antichità classica e la Lombardia, a cura di Elena Agazzi e Fabrizio Slavazzi.

Il testo raccoglie gli atti di un convegno svoltosi tra Bergamo e Milano nel 2018 in occasione delle celebrazioni in onore di Johann Joachim Winckelmann, fondatore della moderna storia dell'arte.

La Lombardia, in un momento di sviluppo promosso da Maria Teresa d'Austria, fu testimone della prima stampa italiana dell'opera di Winckelmann pubblicata nel 1779 come Storia delle Arti del Disegno presso gli Antichi che vide un lungo dibattito intorno al canone classico e che suscitò interesse storico-artistico per un ritorno al rigore delle forme, determinando una rottura con il passato.

Johann Joachim Winckelmann nacque a Stendal, in Germania, il 9 dicembre 1717.

Archeologo e storico dell'arte, appassionato dell'antichità classica, frequentava i circoli artistici di Dresda e nel 1755 si trasferì a Roma, dove divenne il bibliotecario del cardinale Alessandro Albani.

Visitò più volte Pompei, Ercolano e Paestum, contribuendo alla divulgazione dei risultati degli scavi, e fu nominato sovrintendente ai monumenti antichi, acquisendo grande fama ed entrando in contatto con gli intellettuali di tutta Europa.

Con le sue opere, in particolare Considerazioni sull'imitazione delle opere greche in pittura e scultura (1754) e Storia dell'arte nell'antichità (1764), contribuì in maniera determinante alla formazione del gusto neoclassico, focalizzando la sua attenzione sulla scultura greca, che Winckelmann conosceva attraverso copie romane, vedendovi la realizzazione di un ideale estetico che contemperava in una superiore armonia spirito e corpo, simbolo di un completo dominio delle passioni.

La svolta che la sua opera imprime alla trattatistica d'arte vide così, di fatto, la nascita della storiografia artistica.

Divenuto soprintendente alle antichità di Roma nel 1764, il 12 maggio 1768 lo studioso si recò in Germania e infine a Vienna, dove fu ricevuto con grandi onori dall'imperatrice Maria Teresa e dalla corte imperiale, ricevendo in dono alcune medaglie d'oro e d’argento.

Sulla via del ritorno Winckelmann sostò presso la Locanda Grande di Trieste, in attesa di una nave per Ancona da dove avrebbe raggiunto Roma.

Ma la sosta gli fu fatale, infatti la mattina dell'8 giugno 1768 il vicino di camera Francesco Arcangeli, un cuoco di Pistoia, accoltellò lo studioso per derubarlo delle medaglie.

Mortalmente ferito, Winckelmann morì sette ore dopo l'aggressione e oggi la sua tomba si trova nella cripta comune della Confraternita del Santissimo Sacramento, presso il sagrato della Cattedrale di San Giusto a Trieste.

L'incontro verrà presentato da Maria Elisa Micheli (Università di Urbino) che dialogherà con i curatori del volume Elena Agazzi (Università di Bergamo) e Fabrizio Slavazzi (Università di Milano) inoltre interverranno Luisa Erba (Università di Pavia) e Federica La Manna (Università della Calabria).

In occasione della presentazione saranno esposti l'edizione originale del saggio di Winckelmann del 1779 e alcune rarità bibliografiche.

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