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The Who tornano in Italia con due date

  • Paola Montonati

who 1“Gli Who restano probabilmente il più grande gruppo dal vivo di sempre”

(Eddie Wedder)

The Who, una delle migliori live band della storia del rock, torna in Italia per due imperdibili concerti il 17 settembre all'Unipol Arena di Bologna e il 19 settembre al Mediolanum Forum di Assago.

Oltre 100 milioni di dischi venduti, l’unico gruppo ad aver partecipato a tutti i grandi raduni rock degli ultimi cinquant’anni, tra cui Woodstock, passando per il Superbowl.

Vessilliferi del movimento Mod nell’Inghilterra degli anni Sessanta, i Who hanno passato tutta la storia del rock, influenzando poi i gruppi a venire, su tutti gli Jam di Paul Weller, i Clash, i Pearl Jam e gli Oasis. Hanno incendiato una generazione descrivendola con My Generation, datata ormai 1965. Un vero e proprio inno generazionale, contenente la frase “Spero di morire prima di diventare vecchio” una delle più celebri e citate del rock, dintorni e non solo. Hanno innalzato la musica rock, trasformandola in opera musicale con Tommy prima e Quadrophenia poi, prima album di culto e poi film di successo in cui recitava anche un giovanissimo Sting.

Nel 1971 pubblicano l'album Who's next, con pezzi come Baba O' Riley, Behind Blue Eyes e Won't Get Fooled Again che lo collocano tra i migliori i trenta migliori dischi di sempre, in tutte le varie classifiche. Stesso discorso per la copertina, considerata tra le più significative mai realizzate. Al festival di Cannes del 1979 viene presentato The Kids are alright documentario di Jeff Stein sulla vita degli Who. Che viene accolto come uno dei migliori documentari rock mai creati e ottiene un grande successo negli Stati Uniti, soprattutto sulla scia della pubblicazione dell’omonima colonna sonora.

Persa la funambolica, devastante sezione ritmica, prima nel 1978 con la scomparsa improvvisa del batterista Keith Moon (distruttivo e autodistruttivo), considerato uno dei migliori al mondo, e poi nel 2002 con la morte del bassista John Entwistle, la band ha vissuto dei momenti di buio totale, sciogliendosi per poi riformarsi subendo giocoforza dei profondi cambiamenti, pur mantenendone i perni. L'esuberanza vocale e la presenza fisica del frontman Roger Daltrey (classe 1944), ha ispirato tantissimi, uno su tutti Freddy Mercury. Le intuizioni compositive di Pete Townshend (1945), con i suoi riff, il suo mulinare di braccia e i salti mentre suonava la chitarra che spesso e volentieri finiva distrutta sul palco con gli amplificatori, facendolo diventare un'icona, per i rocker e i punk a venire. Ma non solo. Il posto di Entwistle è stato preso da Pino Palladino e Zak Starkey (figlio di Ringo Starr batterista dei Beatles), si è seduto dietro cassa e rullante. E non poteva essere diversamente visto che oltre ad essere figlio d'arte è cresciuto praticamente con Keith Moon.  E prima di approdare agli Who, è stato il batterista di Oasis e Waterboys.

Who che negli ultimi anni, hanno trovato un ulteriore successo grazie alla serie di telefilm polizieschi CSI: tutte le sigle delle varie edizioni sono loro canzoni.

Le date italiane anticipano di poco il grande evento rock Desert Trip, che si terrà fra il 7 e il 9 ottobre 2016 nello stesso posto del Coachella, a Indio, in California, dove suoneranno sei dei più grandi artisti rock della storia. Nel corso delle tre serate si esibiranno i Rolling Stones, Bob Dylan, Paul McCartney, Neil Young, Roger Waters (l’ex bassista dei Pink Floyd) e appunto gli Who.

I biglietti per entrambe le date italiane del tour degli Who sono disponibili su www.livenation.it  e www.ticketone.it.

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