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Nuova concezione d’immagine di Massimo Fassina

  • Paola Montonati

fassina 1A partire da sabato 14 e fino a domenica 22 febbraio, lo spazio mostre dell’Associazione Culturale Sportiva Dilettantesca ART of STAGE, situato al numero 11 di via Oberdan, nel cuore del centro storico di Vigevano, ospiterà la mostra Arte Manifestae, ideata del fotografo Massimo Fassina.

Come il titolo della mostra evidenzia bene, al centro del lavoro di Fassina sono i manifesti di vecchi film oppure quelle pubblicità oggi del tutto dimenticate, che fino alla fine degli anni Ottanta si potevano ammirare nel centro delle grandi città, come Milano e Roma.

Ma com’è possibile ideare qualcosa da oggetti che, almeno all’apparenza, vengono ricoperti da nuovi manifesti oppure lasciate alle intemperie del tempo atmosferico?

La risposta, secondo Fassina, esiste, ed è proprio in come vengono ricoperti i manifesti dopo la fine del loro lungo lavoro, cioè con supporti di carta velina, che permettono una stratificazione d’immagini del tutto nuova e particolare.

Col passar del tempo, le stratificazioni creano una nuova visione del manifesto e di quello che lo circonda, arrivando a portare chi lo vede per la prima volta verso un nuovo stato della coscienza visiva.

E nel suo lavoro, Fassina cerca di ricreare quella situazione, proprio come, alla fine degli anni Cinquanta, il pittore e artista concettuale Mimmo Rotella, con solo pochi manifesti stracciati, aveva cercato di dare un senso all’immagine di un’Italia agli albori del boom economico, mentre le foto di Fassina cercano di dare una visione più dettagliata del particolare, anche più insignificante, come una foto di Moira Orfei oppure un taglio alla Fontana.

Ma la domanda al centro di tutto il lavoro di Fassina rimane quella, che oggi ci sembra cosi angosciante eppure così vicina “Posso far rivivere qualcosa che è morto?” e forse solo i visitatori alla mostra avranno una risposta chiara e concreta.

La mostra sarà aperta sabato e domenica dalle 16 alle 20, mentre l’ingresso è libero. 

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