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Le carte dei cibi all’università di Pavia

  • Paola Montonati

carte cibi 1Dal 30 aprile fino al 30 settembre, il Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria di Pavia ospiterà la mostra Le carte dei cibi. Pavia: territorio, prodotti, pranzi in una città agricola e universitaria, che cercherà di raccontare il lungo e complesso rapporto della città lombarda con il cibo in occasione di Expo 2015.

Il filo conduttore dell’esposizione, curata da Luisa Erba e Agnese Visconti, saranno libri, disegni e stampe, oltre a vari manoscritti, che illustreranno l’iconografia e la tradizione pavese legata al mondo della cucina.

Molte sono state le fonti che hanno consentito di ideare la mostra, dalle cronache degli antichi monaci che vissero a Pavia dalla fine dell’Impero Romano fino al Settecento, ai resoconti degli storici medievali e rinascimentali, da Paolo Diacono ai cronisti della famiglia Visconti, alla poesia e letteratura pavese, che in gran parte è scritta in dialetto, fino ad arrivare ai diari di viaggio dei Grand Tour della seconda metà del Settecento e agli statuti delle corporazioni locali, che sono conservati negli archivi del comune di Pavia con i libri mastri e i vari regolamenti promossi nel corso dei secoli.

Il primo a scrivere menù nel Medioevo fu Opicino De Canistris, presso la corte di Avignone, mentre nel Cinquecento fu Bernardo Sacco, con i suoi ricettari per i Visconti, e poi il cuoco dei papi Bartolomeo Scappi, a rendere la cucina una nuova forma d’arte per il gusto dei nobili di quegli anni.

Agli inizi del Settecento Antonio Scopoli si laureò con una tesi sulla dieta del letterato, mentre nel suo testamento, il vescovo Francesco Pertusati, lasciò ai poveri le sue scorte di cioccolato e nel Novecento la zuppa di rane di Mario Soldati e i pranzi di Gianni Brera fecero entrare la cucina nella grande letteratura italiana.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle 8.30 fino alle 18.30, mentre il sabato è visitabile dalle 8.30 alle 13.30 ed è chiusa la domenica. 

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