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La mafia non è materia per conferenze

 

Lunedì 11 giugno 2007, alle ore 21, 15

 

il Collegio Nuovo di Pavia chiude la stagione degli incontri dell’anno acc. 2006/07

proponendo

 

“LA MAFIA NON È MATERIA PER CONFERENZE”

 

Incontro con

NANDO DALLA CHIESA

 

in occasione della pubblicazione di

Le Ribelli

Storie di donne che hanno sfidato la mafia per amore

Editore Melampo, 2006

 

Presenta

Franco Rositi

Università degli Studi di Pavia

 

 

"È un libro ancora più bello di quanto immaginassi." Parola del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. E, dopo Vincenzo Consolo, appena ospitato al Collegio Nuovo, che nelle sei donne messe magistralmente in scena nell’ultimo libro di dalla Chiesa ravvisa il capovolgimento dello stereotipo della Santuzza di Verga, una nuova occasione di ‘conversazione civile’ sarà l’incontro con Nando dalla Chiesa, presentato da Franco Rositi che due anni fa condusse l’incontro, al Collegio Nuovo, con Agnese Moro.

Al nome di Nando dalla Chiesa è certo legata la tragica vicenda personale di suo padre, generale Carlo Alberto dalla Chiesa, prefetto di Palermo, caduto vittima della mafia 25 anni fa. Una storia che per il figlio si è tradotta in una concreta opera di testimonianza e impegno civile: negli anni ottanta fonda il circolo "Società civile", da cui il mensile omonimo, creato con Gianni Barbacetto (suo collaboratore anche per “Omicron”, rivista sulla criminalità organizzata al nord); all’inizio degli anni novanta con Leoluca Orlando e Diego Novelli dà vita a “la Rete”, movimento che contribuì a dare dignità politica nazionale all'idea che si dovesse combattere la mafia.

Un impegno che si traduce anche in un’intensa attività editoriale: non solo dalla Chiesa cura un’”autobiografia” del padre (In nome del popolo italiano, Rizzoli, 1997), ma pubblica anche il fortunato libro Il giudice ragazzino (Einaudi, 1992), da cui viene tratto un film che si aggiudica un David di Donatello per Miglior attore a Giulio Scarpati. Tra le altre pubblicazioni, sempre per Einaudi (1999) Storie eretiche di cittadini perbene, sette ritratti di persone rappresentative di un’Italia che non si rassegna, tra cui figura anche Mario Calabresi, figlio del commissario Calabresi che ha appena dato alle stampe il suo Spingendo la notte più in là, storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo.

Nel libro Le Ribelli di dalla Chiesa (dedicato a sua madre) sono tre madri e tre sorelle di vittime della mafia a sfidare il silenzio sulla parola mafia che non è solo “materia da conferenze”, come la qualificò il procuratore generale Tito Parlatore nel corso del processo per l’uccisione del sindacalista contadino Salvatore Carnevale. Oltre a Francesca Serio, madre di Carnevale, a sfilare tragicamente sulle pagine del libro sono Felicia Impastato madre di Peppino, il protagonista de I cento passi; Saveria Antiochia, madre del poliziotto Roberto, ucciso con il commissario Ninni Cassarà; Michela Buscemi, due fratelli vittime di Cosa Nostra, uno contiguo agli ambienti dei clan, eppure coraggiosa parte civile al maxiprocesso di Palermo; Rita Atria, sorella di Nicola, giovane boss dello spaccio, collaboratrice di Borsellino e suicida dopo la strage di via D’Amelio, e infine, Rita Borsellino, sorella dello stesso giudice, alto simbolo di questa ribellione, fino a venire candidata al governo della Sicilia, teatro della tragedia infinita. Da queste storie, nella loro successione, il senso di un autentico, grandioso e faticoso progresso civile

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