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La bambina è ferita: storia di accoglienza negli anni del genocidio ebraico

  • Paola Montonati

unipv novità 1Martedì 3 marzo, alle 21, presso il Collegio Nuovo di Pavia, ci sarà La bambina è ferita.  Una storia di accoglienza negli anni del genocidio ebraico con la testimonianza di Paola Valeria Vita - Finzi Zalman, oggi Professore Emerito del Dipartimento di Chimica dell'Università di Pavia.

Da quasi tre lustri insignita dell'onorificenza di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Paola otto decenni fa, allora scolara di prima elementare, fu costretta a vivere un molto diverso dai suoi compagni, perché ebrea.

Aveva la scuola nel pomeriggio e i compiti al mattino per lei e altri bambini ebrei, nella scuola di via Spiga a Milano, frequentata al mattino dagli altri, perché non si creassero commistioni indesiderate, dove una targa ricorda quegli anni di dolore e separazione.

Lei, a differenza di altri suoi compagni, che cita nelle sue testimonianze, è stata, a suo modo, fortunata.

Suo padre, ingegnere, a causa delle leggi razziali dovette intestare l'azienda da lui fondata, a un'altra persona, non ebrea ma fidata, negli anni in cui denunciare un ebreo significava guadagnarsi 5.000 lire, mentre la madre crebbe da sola tre figli quando il marito fu chiamato per la guerra d'Africa.

Questa famiglia ospitò una ragazza di Norimberga scappata dopo la notte dei cristalli, che raccontò loro cosa stava accadendo in Germania, tra storie di ferrovieri che parlavano di treni da Roma, carichi di ebrei che, senza acqua per il viaggio, facevano cadere dai vagoni dei foglietti nella speranza che qualcuno li raccogliesse e capisse cosa stesse succedendo.

Poi i Finzi dovettero fuggire da Venezia alla Val Pellice, fino in Svizzera, e dopo trentasei interminabili ore al posto di frontiera, in cui si rischiava che tenessero solo la bambina ferita e i minori, respingendo gli adulti, la famiglia fu salva.

Con Paola Vita Finzi dialogherà Elisa Signori, Ordinario di storia contemporanea dell'Università di Pavia, che ai rifugiati italiani in Svizzera durante la seconda guerra mondiale ha dedicato un saggio e ha condotto ricerche su migrazioni forzate di studenti ebrei, e no. 

Per più info si può scrivere a relest.collegionuovo@unipv.it

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