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I colori dell’inverno: 7 novembre presso la Cascina Colombara Fattoria Didattica di Pavia

  • Paola Montonati

divertiamo pavia logoDivertiamo Pavia torna con il quarto appuntamento per I colori dell’inverno, previsto per domenica 7 novembre presso la Cascina Colombara Fattoria Didattica di Pavia, allo scopo di svolgere divertenti attività immersi nella natura di questa stagione, tra l’arrivo del Natale e il candore della neve.

Si potranno scoprire i segreti della macina del frumento, e imparare la preparazione del pane.

la storia del pane 

Il pane accompagna la storia dell’uomo da almeno diecimila anni e nella tradizione mediterranea è un componente primario dell’alimentazione, al punto che il termine stesso nel linguaggio comune è sinonimo di cibo o di nutrimento.

Il primo pane noto all’homo veniva preparato macinando cereali fra due pietre e mescolandoli all’acqua fino a ottenere un impasto che era cotto su una pietra rovente.
Intorno al 3500 a.C. gli Egizi scoprirono la fermentazione, infatti da un impasto lasciato all’aria e cotto il giorno seguente ne risultava un pane più soffice e fragrante.

Questa preparazione ebbe grande diffusione e importanza in tutte le società successive, da quella greca a quella romana.

Nell’Antica Roma il pane entrò nell’uso quotidiano soltanto durante l’età repubblicana,  ma proprio qui sorsero le prime botteghe per la vendita del pane e nel 168 a.C. il controllo dei forni pubblici fu delegato alla magistratura degli edili, in modo che la produzione fosse regolamentata secondo la legge.
Le tipologie di pane erano moltissime, alle offerte sacrificali era riservato l’ador, alle mense imperiali il palatius e a quelle dei ricchi il bianco e finissimo siligineus.

Sulla tavola dei poveri compariva il nero panis plebeius, gladiatori ed atleti si cibavano del nutriente canfusaneus, la bisaccia dei soldati conteneva il castrensis e sulle navi si trovava il nautilus.

Infine il gradilis veniva distribuito al popolo durante i giochi negli anfiteatri, in omaggio alla promessa di panem et circenses.

L’abilità raggiunta dai fornai romani andò perdendosi nel corso delle invasioni barbariche e del Medioevo, durante il quale soltanto i monasteri avevano panetterie di qualche importanza.

La vera grande rivoluzione nel campo della panificazione si ebbe solo nel Rinascimento, quando nel pane, fino ad allora lievitato naturalmente, fu introdotto il lievito di birra.

Grazie alle nuove possibilità date da questo lievito, i fornai diedero libero sfogo alla loro fantasia creativa, sperimentando nuove forme e riscoprendo la tradizione dei pani all’olio, al burro, alle olive, alle erbe aromatiche e dei pani dolci, con uvetta, cioccolato o anice.

In Italia le caratteristiche e le denominazioni di ogni tipologia di pane sono state stabilite per legge da un decreto del 1998.

La Cascina Colombara

La Cascina Colombara, dalle origini antichissime, si trova nel vecchio Parco Visconteo, dove nel 1525 si combatté la Battaglia di Pavia, è oggi di proprietà dell’Ospedale San Matteo che la acquistò dal conte Pio Bellisomi nel 1760, quando il fondo era di 1.363 pertiche milanesi e dal 1960 affittuaria del podere è la famiglia Tavazzani.

Il complesso è la tipica cascina lombarda a corte chiusa, quando alla fine dell’Ottocento e primi del Novecento quel luogo rappresentava un mondo a sé dove la vita si svolgeva ai ritmi delle stagioni ed era pressoché autosufficiente.

Ogni locale della cascina è stato riportato come in quegli anni e ogni oggetto ha ritrovato il proprio posto, con attorno all’aia la casa delle mondine, con i loro pagliericci, oggetti e suppellettili che accompagnavano la dura vita di queste donne.

Ci sono anche il caseificio con le grandi caldaie a campana, i piatti di rame, le zangole, i bidoni del latte, le formine per il burro, mentre nel cortile dietro la casa patronale c’è la “ca ’d bugà", dove il padrone faceva lavare i suoi panni, e la rimessa delle carrozze, oltre al grande granaio dove trovavano posto gli arnesi usati dai contadini.

C’è anche la casa del contadino arredata con i mobili e le suppellettili, la grande stalla dove trovano posto, aratri, erpici, carri, gli strumenti di lavoro del fabbro, del falegname, del sellaio, del macellaio e così via.

All'esterno della cascina vicino al guado, che serviva per dare da bere alle bestie, si nota il forno per il pane.

Per informazioni e prenotazioni si deve scrivere a [email protected] e per i partecipanti, dai 12 anni in su, sarà necessario esibire il green pass.

 

 

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