Bee Happy all’Orto Botanico

  • Paola Montonati

beehappy Domenica 23 maggio alle 16, presso l’Orto Botanico di Pavia,  si terrà Bee Happy, una visita-laboratorio per famiglie con bambini dai cinque anni, su come riconoscere le api tra i tanti insetti che volano sui cespugli fioriti, su come vedono le api e come raccolgono nettare e polline dai fiori colorati.

Grazie a semplici giochi e l'arnia didattica sarà affascinante ammirare da vicino queste amiche operose e scoprire quanto importante sia il loro ruolo ecologico nell'ambiente.

L’ape è un insetto dalla natura sofisticata e affascinante che si è evoluto in un arco di milioni di anni, infatti la più antica è stata trovata nel Myanmar, all’interno di un’ambra la cui età supera i 100 milioni di anni.

Si pensa che le api all’inizio fossero simili a delle vespe e si nutrissero di altri insetti più che di nettare e di polline.

Ai giorni nostri delle api esistono 20,000 specie diverse, dall’ape gigante mangiatrice di foglie, lunga circa 3 cm, all’ape nana che misura 2 mm, alcune preferiscono la vita comunitaria, altre vivono isolate.

Gli scienziati ritengono che le api siano responsabili della varietà e della diversità floreale, poiché molte piante non sono in grado di auto impollinarsi e l’azione del vento non è spesso sufficiente a compiere il lavoro, per questo i fiori sono diventati sempre più colorati, per attirare le api e assicurare l’impollinazione.

Le api bevono il nettare e lo trasportano poi fino all’alveare per condividerlo con la regina e nutrire le altre api e le larve.

Per alcuni, la scoperta delle api fu rivoluzionaria quanto la scoperta del fuoco, anche se raccogliere il miele, significava rischiare di essere punti ne valeva la pena, considerata la golosità dell’epoca.

Il miele fu il più importante dolcificante per cibo e bevande alcoliche nell’antichità ed era così importante che molti genitori iniziarono a dare ai figli il nome di ape, infatti sia Debora che Melissa significano ape, rispettivamente in ebraico e in greco.

Fu con gli Egiziani che si cominciò ad allevare api, in un alveare che era un semplice cestino di paglia capovolto, dove il miele veniva estratto distruggendo l’arnia e quindi l’intera colonia.

Una straordinaria scoperta nel campo fu fatta da Lorenzo Langstroth, che scoprì che le api hanno bisogno di uno spazio all’interno dell’alveare ampio fra i 6 e gli 8 mm, che chiamò spazio di ape.

Da quel momento in poi gli apicoltori furono in grado di rimuovere il nido e il miele senza distruggere l’alveare, e di controllare lo sviluppo della colonia.

 

Il costo sarà di 8 euro a partecipante (adulti e bambini) per l'attività più il biglietto d’ingresso ridotto a 1,50 euro (o riduzioni per famiglie). 

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