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All’Università di Pavia: la guerra

  • Paola Montonati

guerra università pavia 1Per l’apertura speciale di sabato 23 aprile il Museo per la Storia dell’Università di Pavia, al numero 65 di Corso Strada Nuova, tratterà un argomento sempre attuale oggi come ieri, la guerra.

E’ davvero insolito che un museo possa essere stato direttamente coinvolto in situazioni di guerra, eppure, durante la visita guidata che è in programma per le 16.30, i visitatori avranno modo di sentire la rievocazione di alcuni fatti di guerra che hanno interessato a vario titolo le collezioni dell’Università di Pavia.

Infatti, nel corso dei secoli i musei dell’Università, come tutto l’ateneo e la città, hanno spesso dovuto affrontare varie minacce di distruzione e di saccheggio da parte di eserciti nemici.

Ad esempio, nel corso del burrascoso triennio tra il 1796 e il 1799, con la campagna italiana di Napoleone, le truppe francesi e quelle austriache in più di un’occasione cercarono di distruggere le collezioni dell’antico museo anatomico di Antonio Scarpa, uno dei primi in Italia, che vennero salvate dai responsabili dell’Università.

E anche nel corso dei gravi sacrifici che vennero fatti per l’entrata in guerra dell’Italia nella seconda guerra mondiale, ci fu una situazione davvero difficile per la gestione del nato da poco Museo per la Storia dell’Università di Pavia, che alla fine riuscì ad arrivare sano e salvo, dopo i lunghi bombardamenti che colpirono la citta tra il 1943 e il 1945.

Varie testimonianze di queste traversie adesso sono visibili tra documenti e gli oggetti esposti in museo, che saranno al centro del lungo racconto, che vedrà anche l’esposizione anche di un prezioso volume riguardante la famosa Battaglia di Pavia, che agli inizi del Cinquecento cambiò per sempre il volto della guerra moderna.

Non saranno dimenticate le gesta di alcuni professori e di studenti che presero parte attiva alle battaglie del Risorgimento, come i fratelli Cairoli, oltre a quelle del battaglione studenti della prima guerra mondiale, che venne decimato nelle trincee dell’Isonzo, sacrificio ora documentato con i cimeli conservati nelle teche.

Il museo è aperto dalle 15.30 alle 18.30.

L’ingresso al museo costerà 6 euro, ridotto per i ragazzi dal 18 al 26 anni 4, gratuito per gli studenti fino a 26 anni, la visita guidata sarà gratuita.

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