Un soffio di primavera: I mandarini

  • Paola Montonati

mandarini 563601.660x368Dolce e succoso, con i suoi spicchi colore del sole estivo, il mandarino ha una storia particolare, che parte dalla Cina, dove fu coltivato per diverse migliaia di anni.

La prima citazione nella letteratura di questo frutto risale al XXI secolo a.C. in Il tributo di Yu, dove si narra che i frutti di mandarino, pomelo e arancio amaro erano portati in dono all’imperatore.

Nel 1805 i mandarini furono introdotti in Inghilterra da Canton, dove li aveva scoperti Sir Abram Hune per poi arrivare a Malta e in Sicilia nel 1810.

Nel 1840 gli impianti di mandarino si trovavano attorno alla pianura, dove si adagia la città di Palermo.

Successivamente il frutto si diffuse in tutto il mediterraneo e nel resto del mondo.

Il suo nome scientifico è Citrus reticulata che, oltre ad essere un delizioso frutto da gustare, possiede accanto alle proprietà organolettiche, oli essenziali, vitamine e flavonoidi, anche delle proprietà simboliche.

La parola mandarino, con cui è noto oggi, deriva dal colore dell’abito arancione dorato degli intellettuali imperiali dell’antica Cina, che interpretavano la volontà del cielo e la trasmettevano all’imperatore, ma che erano anche letterati e poeti, depositari di una saggezza superiore al sapere tecnico.

In realtà il termine originale cinese dei mandarini era Guan, che designava l’addetto alla riscossione dei mandarini di grossa taglia offerti come tributo all’imperatore.

Oltre alla casta di altissimi funzionari, il termine passò a indicare la lingua del Nord della Cina, per una certa affinità tra la nobiltà della carica e quella del frutto, oltre che tra l’eccellenza del sapere e quella del sapore.

I mandarini hanno una forte azione sedativa sul sistema nervoso, infatti, è utile consumarli a cena, nei casi d’insonnia. 

Sono indicati anche per il benessere dell’intestino, per le diete, poiché si presentano come un frutto nutriente e facilmente digestivo. E’ usato per torte, crostate, marmellate e gelatine, mentre il succo è utilizzato nella preparazione di budini, charlotte e mousse.

Ma del mandarino non si butta nulla, infatti, la sua buccia è piena di limonane che ritarda l’invecchiamento della pelle ed è ricco di vitamina C, essenziale per mantenere vigile il cervello, inoltre possiede anche molte vitamine del gruppo B e vitamina A, oltre ad una percentuale di ferro, magnesio e acido folico.

La polpa del mandarino è utile per prevenire il raffreddore e protegge mucose e capillari, mentre la vitamina P, combatte la ritenzione idrica, inoltre contiene calcio, potassio e fibre, indispensabili per le ossa e regola anche la pressione arteriosa.

Negli ultimi anni gli scienziati del National Institute of Fruit Tree Science hanno sostenuto, con i loro studi, che il mandarino possiede proprietà antitumorali e protegge il cuore.

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