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Osterie e trattorie storiche del Pavese: dove mangiare

  • Redazione PaviaFree.it

Qui l'osteria non è un arredamento. È un posto dove il vino arriva ancora nelle tazze, dove il menù te lo dicono a voce perché dipende da cosa c'era al mercato, e dove con quindici euro esci che non ti reggi in piedi.

Il Pavese ha tre cucine diverse in una provincia sola: il Ticino e i suoi pesci, l'Oltrepò con il salame di Varzi e i brasati nella Bonarda, la Lomellina dove l'oca e il riso comandano. Ecco le osterie e le trattorie storiche dove si mangia ancora così, zona per zona.osterie pavesi pf

Pavia città e Borgo Ticino

Il cuore è il Borgo Ticino, che una volta era il quartiere dei pescatori: lì l'osteria non è un revival, è quello che c'è sempre stato.

  • Antica Osteria del Previ — Via Milazzo 65. In pieno Borgo Ticino, a due passi dal fiume. La cucina è di famiglia, in senso letterale: ai fornelli c'è la signora di casa, e la pasta — ravioli, tortellini, tagliatelle — la tira ancora a mano. Tel. 0382 26203.
  • Osteria della Madonna "da Peo" — Via dei Liguri 28, duecento metri dal Duomo. Le sale nel seminterrato valgono da sole la serata, e il piatto da ordinare è uno: i guancialini di maiale brasati nella Bonarda con la polenta. Prenota: senza tavolo non si entra. Tel. 0382 302833.
  • Osteria del Matto — Via Scopoli 3. Piccola, familiare, gestita dai proprietari in sala e in cucina. A pranzo il menù con primo, secondo e vino sta intorno ai quindici euro. Anche qui si telefona prima, perché i tavoli sono pochi e finiscono. Tel. 0382 403699.
  • Antica Trattoria Ferrari — Via dei Mille 111, vicino al Ponte Coperto. Una delle più conosciute in città: porzioni serie, prezzi onesti e, d'estate, il dehors nel giardino. Tel. 0382 539025.
  • Angolo di Casa — Piazza XXIV Maggio 1. Qui c'è il dettaglio che spiega tutto: la Bonarda te la servono nelle tazze, come si è sempre fatto da queste parti, e il caffè lo fanno con la moka, non con la macchina. Cotoletta e bocconcini di formaggio fritti. Tel. 0382 33220.

Se cerchi invece l'elenco completo dei locali della città — pizzerie e ristoranti compresi — l'abbiamo raccolto qui.

Oltrepò e Varzi

In collina cambia tutto: il salame di Varzi DOP, i brasati, i funghi, i ravioli, e il vino che è quello che ti versa chi lo fa. Qui le trattorie hanno ancora il menù fisso, e i prezzi ti sembrano un errore di stampa.

  • La Ginestrella — Frazione Cella 32, Varzi. Il posto dove il menù non esiste: si mangia quello che ha fatto la cucina, e basta. È il modo più autentico che ci sia rimasto, ed è anche il motivo per cui ci si torna. Tel. 0383 52150.
  • Locanda del Parroco — Via Porta Nuova 10/D, nel centro storico di Varzi. Menù fisso a una decina di euro, tre piatti al giorno, la focaccia che rischia di rovinarti l'appetito prima dei primi. D'estate si mangia nei Giardini di Villa Mazza. Tel. 335 308286.
  • Ristorante Antico Varzi — Località Ponte dei Sospiri 3. La trattoria oltrepadana da manuale: affollata, veloce, cordiale, con il risotto ai funghi e un conto che sta sui tredici euro per due portate. Ampio parcheggio. Tel. 0383 52001.
  • Le Cicale — Locanda Bottega Degusteria — Piazza della Fiera 1, Varzi. Osteria e locanda insieme: se la gita in collina diventa un weekend, qui ci dormi. Ravioli e gelato fatto in casa. Tel. 0383 53050.
  • Officina dei Sapori — Vicolo allo Staffora 1, Varzi. Nascosta nei vicoli del borgo, con il dehors tra fiori e candele: è la scelta se cerchi la cena tranquilla. Tel. 0383 545057.

Sul vino, il discorso è lungo e ce lo siamo fatto in un pezzo a parte. Se poi vuoi allungare la giornata, in zona ci sono i castelli dell'Oltrepò e le terme.

Vigevano e la Lomellina

Qui comandano due cose: l'oca e il riso. Il salame d'oca di Mortara, il risotto in tutte le sue declinazioni, la rana, la cipolla rossa di Breme. È la cucina più identitaria della provincia e la meno conosciuta fuori.

  • L'Oca Ciuca — Via XX Settembre 35, Vigevano. Il nome è un programma: salumi d'oca, coscia d'oca cotta a bassa temperatura, risotto allo zafferano con salsiccia di coniglio. Se vuoi capire la Lomellina in un pasto, si comincia da qui. Tel. 0381 348091.
  • Trattoria il Barcé — Corso Genova 29, Vigevano. Da fuori non le daresti due lire; dentro è la piccola osteria di una volta. Chi ci va dice che ci sia il miglior risotto di Vigevano. È minuscola: telefona. Tel. 366 1412221.
  • Antica Osteria d'La Scúa — Corso Repubblica 11, Vigevano. Nel centro, a due passi da Piazza Ducale, con una carta dei vini curata dal proprietario in persona. Tel. 0381 71625.
  • Trattoria Podazzera — Corso Milano 95, Vigevano. Ricavata in una vecchia cascina ristrutturata: l'oca in tutte le versioni, la faraona ripiena, prezzi ragionevoli. Tel. 0381 690268.

Dopo pranzo, Piazza Ducale è a due passi — e d'estate i portici sono l'unico posto fresco della Lomellina.

Cosa ordinare, zona per zona

  • A Pavia: il risotto, la coppa, i salumi, e la Bonarda nella tazza. Se c'è il pesce di fiume, prendilo: è il Ticino, non è un vezzo.
  • In Oltrepò: il salame di Varzi DOP, i ravioli, i brasati nella Bonarda, i funghi in stagione. Il vino: Bonarda, Pinot Nero, Riesling.
  • In Lomellina: l'oca in ogni forma — salame di Mortara in testa — il risotto, la rana, e la cipolla rossa di Breme.

Le dritte per non sbagliare

  • Telefona sempre. Le vere osterie hanno pochi tavoli e non sempre gestiscono le prenotazioni online. Da Peo, dal Matto e al Barcé senza chiamata rischi di restare fuori.
  • Controlla il giorno di chiusura. In collina molte chiudono lunedì e martedì, e diverse a pranzo fanno solo il menù fisso.
  • Il menù fisso non è un ripiego. In Oltrepò è la formula migliore: dieci-tredici euro, e mangi quello che hanno fatto quel giorno.
  • Se degusti, decidi prima chi guida. Le strade dell'Oltrepò la sera sono belle e non perdonano.
  • Vai fuori stagione. Le trattorie di collina d'estate sono affollate: a settembre e ottobre, con i funghi e il tartufo, si mangia meglio e si sta più larghi.

Domande frequenti

Qual è l'osteria più tipica di Pavia?

Per l'atmosfera, l'Antica Osteria del Previ in Borgo Ticino, il vecchio quartiere dei pescatori. Per il piatto simbolo, l'Osteria della Madonna "da Peo" con i guancialini brasati nella Bonarda. E all'Angolo di Casa il vino te lo servono ancora nelle tazze, come si è sempre fatto.

Dove si mangia il salame di Varzi?

A Varzi e dintorni, in tutte le trattorie del centro storico: dalla Locanda del Parroco all'Antico Varzi, fino a Le Cicale. Il salame di Varzi è DOP e qui è di casa: fa parte del tagliere prima ancora che tu lo chieda.

Qual è il piatto tipico della Lomellina?

L'oca e il riso. Il salame d'oca di Mortara è il prodotto simbolo, il risotto la portata obbligata. A Vigevano l'indirizzo più identitario è L'Oca Ciuca, che sull'oca ha costruito il menù.

Quanto si spende in un'osteria del Pavese?

Meno di quanto immagini. In Oltrepò i menù fissi stanno tra i dieci e i tredici euro; a Pavia un pranzo completo con vino si trova intorno ai quindici. La sera, in un'osteria di città, si sale ma resta lontano dai prezzi milanesi. Sono cifre indicative: verifica sul posto.

Bisogna prenotare?

Sì, quasi sempre. Le osterie vere hanno pochi coperti e nel weekend si riempiono. Una telefonata evita il viaggio a vuoto, soprattutto nei locali piccoli del centro di Pavia e a Vigevano.

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Una raccomandazione, da chi ci vive: non venire a colpo sicuro. Telefona, chiedi cosa hanno fatto oggi, e se ti rispondono "quello che c'è" — sei nel posto giusto.

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