Asparago Rosa di Cilavegna: storia, caratteristiche e Sagra dell’Asparago
Tra i prodotti più caratteristici della Lomellina c'è l'Asparago Rosa di Cilavegna, una varietà tradizionale coltivata da oltre cinque secoli nei terreni sabbiosi che circondano il paese, in provincia di Pavia. Bianco con la caratteristica punta rosata o violetta, tenero e dal gusto delicato, è oggi un prodotto De.C.O., è inserito tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Lombardia ed è entrato nell'Arca del Gusto Slow Food.

La sua stagione è breve: la raccolta avviene principalmente tra marzo e maggio. Proprio a maggio Cilavegna celebra questo prodotto con la storica Sagra dell'Asparago, che nel 2026 ha raggiunto la sessantesima edizione.
Com'è l'Asparago Rosa di Cilavegna
Il nome può trarre in inganno: l'Asparago Rosa di Cilavegna non è completamente rosa.
Il turione è prevalentemente bianco o color panna, mentre la punta assume una caratteristica colorazione rosa pastello, rosata o leggermente violetta quando emerge dal terreno e viene raggiunta dalla luce.
La Regione Lombardia lo descrive come un asparago bianco con punta rosa pastello, mentre il Comune di Cilavegna ne sottolinea soprattutto la tenerezza e il sapore delicato.
Le sue caratteristiche principali sono:
- turione bianco;
- punta rosata o violetta;
- consistenza particolarmente tenera;
- sapore delicato e leggermente dolce;
- aroma tenue ma persistente;
- possibilità di consumare praticamente tutto il turione.
Proprio la tenerezza rappresenta uno dei suoi elementi distintivi: quando è molto fresco può essere utilizzato anche crudo, tagliato finemente e condito in modo semplice.
Una storia lunga più di 500 anni
La coltivazione dell'asparago nel territorio di Cilavegna non è una moda recente.
Le fonti locali fanno risalire la sua presenza almeno al XVI secolo.
Già nel Cinquecento lo storico pavese Bernardo Sacco descriveva le caratteristiche agricole del territorio e la particolare predisposizione dei terreni sabbiosi alla coltivazione dell'asparago.
Nei secoli successivi la fama del prodotto continuò a diffondersi e l'asparago cilavegnese venne ricordato anche da autori come Vincenzo Cuoco e Melchiorre Gioia.
La spiegazione del suo successo si trova letteralmente sotto i piedi: la zona possiede terreni leggeri, sabbiosi e ben drenati, particolarmente adatti alla crescita dei turioni.
La coltivazione è così diventata parte integrante dell'identità agricola di Cilavegna, tramandandosi attraverso le generazioni.
Le asparagiaie di Cilavegna
I campi dedicati alla coltivazione vengono chiamati localmente asparagiaie.
L'asparago è una pianta perenne: una coltivazione ben avviata può continuare a produrre per diversi anni.
La particolarità dell'Asparago Rosa di Cilavegna dipende anche dal modo in cui viene coltivato.
Durante la crescita i turioni vengono mantenuti coperti dalla terra. In questo modo ricevono pochissima luce e non sviluppano la normale colorazione verde prodotta dalla fotosintesi.
Quando la punta emerge dal terreno, la breve esposizione alla luce le conferisce la caratteristica tonalità rosata.
La raccolta è concentrata in primavera, indicativamente da marzo a maggio, ed è tradizionalmente effettuata con grande attenzione per non danneggiare il turione.
Perché è così tenero?
La combinazione fra terreno sabbioso, tecnica di coltivazione e raccolta tempestiva permette di ottenere un asparago con poche fibre e una consistenza molto morbida.
È anche per questo che, a differenza di molti asparagi comuni, richiede normalmente pochissimo scarto.
Asparago di Cilavegna: De.C.O., PAT e Arca del Gusto
Oggi il prodotto possiede diversi riconoscimenti che ne testimoniano il valore storico e gastronomico.
- De.C.O.: Denominazione Comunale ottenuta nel 2005
- PAT: inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Lombardia
- Arca del Gusto Slow Food: inserito nel progetto dedicato alle produzioni tradizionali da preservare
- Zona tradizionale: Cilavegna e Lomellina
Cosa significa De.C.O.?
La Denominazione Comunale non è equivalente a certificazioni europee come DOP o IGP.
È invece uno strumento attraverso il quale un Comune riconosce e tutela prodotti, ricette e tradizioni strettamente legate al proprio territorio.
Nel caso dell'Asparago Rosa, il Comune di Cilavegna ha approvato nel 2005 un disciplinare relativo alla produzione e commercializzazione.
Prodotto Agroalimentare Tradizionale
L'Asparago di Cilavegna compare inoltre nell'elenco ufficiale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Lombardia, nella categoria dei prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati.
Il CON.PA.C.: il Consorzio Produttori Asparago Cilavegna
Un passaggio fondamentale nella storia moderna del prodotto arrivò negli anni Ottanta, quando i coltivatori compresero la necessità di organizzarsi per difendere una produzione che rischiava progressivamente di ridursi.
Il 13 aprile 1987 nacque ufficialmente il CON.PA.C. – Consorzio Produttori Asparago Cilavegna.
Il suo obiettivo era, ed è ancora oggi, tutelare i produttori, conservare le tecniche tradizionali e garantire la qualità dell'asparago locale.
Negli ultimi anni il prodotto ha conosciuto un nuovo interesse. Nel 2026 i produttori hanno segnalato un aumento delle superfici coltivate e lo sviluppo di nuove modalità per valorizzarlo anche oltre la brevissima stagione del fresco.
Accanto agli asparagi appena raccolti sono infatti comparsi anche prodotti trasformati, come preparazioni in vasetto e asparago disidratato destinato, ad esempio, alla preparazione del risotto.
Come si mangia l'Asparago Rosa di Cilavegna?
La sua delicatezza lo rende estremamente versatile.
La preparazione più semplice consiste nel lessarlo o cuocerlo delicatamente al vapore, ma la tradizione locale e la cucina contemporanea lo utilizzano in moltissimi modi:
- risotto agli asparagi;
- frittata;
- asparagi con uova e burro;
- paste fresche e ripiene;
- torte salate e quiche;
- creme e vellutate;
- mousse;
- contorni per carne e pesce;
- preparazioni crude;
- gelati e sperimentazioni dolci.
La cucina locale ha dimostrato negli anni che l'asparago può essere utilizzato anche in ricette decisamente insolite.
Tra queste viene ricordato il dolce da forno Laumellinum, nato proprio come sperimentazione gastronomica legata al prodotto cilavegnese.
L'aspargiata: la ricetta tipica di Cilavegna
Fra le preparazioni tradizionali segnalate direttamente dal Comune c'è la cosiddetta aspargiata.
Gli asparagi vengono lessati e disposti sul piatto con le punte rivolte verso il centro.
Si completano poi con:
- burro fuso;
- tuorlo d'uovo;
- Parmigiano.
È una ricetta estremamente semplice, pensata proprio per lasciare protagonista il sapore dell'asparago.
La Sagra dell'Asparago di Cilavegna
Ogni primavera Cilavegna dedica al proprio prodotto simbolo la tradizionale Sagra dell'Asparago.
Nel corso dei decenni la manifestazione è diventata uno degli appuntamenti gastronomici più conosciuti della Lomellina.
La festa si concentra tradizionalmente attorno alla seconda domenica di maggio, nel pieno della stagione di raccolta.
Accanto alla gastronomia vengono normalmente organizzati:
- fiera mercato;
- degustazioni;
- risottate;
- visite alle asparagiaie;
- mostre;
- musica e spettacoli;
- sfilate e iniziative folkloristiche;
- attività dedicate alla storia e alle tradizioni del paese.
Tra i riconoscimenti consegnati durante la manifestazione c'è l'Asparago d'Oro, premio istituito dal Comune e destinato a persone o associazioni distintesi nella comunità cilavegnese.
2026: la Sagra dell'Asparago ha festeggiato 60 edizioni
Nel 2026 Cilavegna ha celebrato un anniversario particolarmente importante: la 60ª Sagra dell'Asparago.
Il programma complessivo si è svolto dal 5 al 10 maggio 2026, mentre il cuore gastronomico e fieristico della manifestazione si è concentrato soprattutto nel fine settimana dall'8 al 10 maggio.
L'organizzazione della sessantesima edizione è stata affidata dal Comune all'associazione Quattro Rioni di Cilavegna.
Tra gli appuntamenti della settimana ci sono stati:
- l'inaugurazione con il premio Asparago d'Oro;
- la presentazione del libro dedicato ai primi dieci anni della Sagra;
- la corsa podistica “Corriamo tra gli asparagi”;
- la tradizionale risottata;
- visite guidate alle asparagiaie;
- street food e degustazioni;
- la Sfilata dell'Asparago;
- l'elezione di Miss e Mister Asparago;
- la fiera mercato della domenica;
- il corteo storico;
- i giochi rionali.
La sessantesima edizione ha confermato quanto la coltivazione dell'asparago sia ancora profondamente legata all'identità del paese.
Prossima edizione: le date della Sagra 2027 non risultano ancora ufficialmente pubblicate. Tradizionalmente la manifestazione si svolge nel mese di maggio: aggiorneremo questa pagina quando sarà disponibile il nuovo programma.
Dove acquistare l'Asparago Rosa di Cilavegna
Il momento migliore per acquistarlo fresco è naturalmente la primavera, durante il periodo di raccolta.
Il Comune indica come riferimenti locali:
- CON.PA.C. – Consorzio Produttori Asparago Cilavegna;
- A.P.A.C. – Associazione Produttori Asparagi Cilavegnesi.
Durante la stagione è possibile acquistarlo direttamente attraverso i produttori locali e in occasione della Sagra e delle iniziative dedicate.
Essendo un prodotto molto fresco e delicato, dopo l'acquisto è bene conservarlo in ambiente fresco e umido e consumarlo il prima possibile.
CON.PA.C. – sito del Consorzio Produttori Asparago Cilavegna
Asparagi, amore e antiche credenze popolari
Attorno all'asparago esiste da secoli anche una ricca tradizione di credenze popolari.
In passato gli venivano attribuite proprietà quasi miracolose: veniva considerato un possibile rimedio contro il mal di denti, un antidoto contro alcuni veleni e soprattutto un alimento capace di favorire l'amore.
Queste indicazioni appartengono naturalmente alla tradizione popolare e non devono essere confuse con indicazioni mediche.
Dal punto di vista nutrizionale l'asparago è invece un ortaggio poco calorico e ricco d'acqua, fibre e diversi micronutrienti, oltre a essere conosciuto per il suo naturale effetto diuretico.
FAQ sull'Asparago Rosa di Cilavegna
Che colore ha l'Asparago di Cilavegna?
Il turione è prevalentemente bianco, mentre la punta assume una caratteristica colorazione rosata o violetta. Per questo viene chiamato Asparago Rosa di Cilavegna.
Quando si raccoglie l'Asparago di Cilavegna?
La raccolta avviene in primavera, indicativamente da marzo a maggio.
Da quanto tempo viene coltivato a Cilavegna?
Le testimonianze storiche fanno risalire la coltivazione locale almeno al XVI secolo, quindi a oltre cinquecento anni fa.
L'Asparago di Cilavegna è De.C.O.?
Sì. Il Comune di Cilavegna ha ottenuto il riconoscimento De.C.O. nel 2005, approvando anche un disciplinare di produzione e commercializzazione.
È anche un prodotto PAT?
Sì. L'Asparago di Cilavegna è inserito nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Lombardia.
Fa parte di Slow Food?
È inserito nell'Arca del Gusto di Slow Food, il progetto dedicato alla salvaguardia di prodotti e tradizioni gastronomiche a rischio di scomparsa.
Si può mangiare crudo?
Sì. Quando è molto fresco, la sua particolare tenerezza permette di consumarlo anche crudo, tagliato sottilmente e condito.
Quando si tiene la Sagra dell'Asparago?
La Sagra si svolge tradizionalmente nel mese di maggio. Nel 2026 la 60ª edizione è stata celebrata dal 5 al 10 maggio. Le date dell'edizione 2027 non sono ancora state ufficialmente annunciate.
Quando è nato il Consorzio dei produttori?
Il CON.PA.C. – Consorzio Produttori Asparago Cilavegna indica come data della propria nascita il 13 aprile 1987.
Qual è una ricetta tipica di Cilavegna?
Una preparazione tradizionale è l'aspargiata: asparagi lessati serviti con burro fuso, tuorlo d'uovo e Parmigiano.
Fonti e approfondimenti
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