Pavia guida la sfida dei semiconduttori: cosa significa la Fondazione Chips-IT per città, lavoro e università
Il 10 dicembre 2025, nell’Aula Magna del Collegio Ghislieri, è stato presentato il Piano Strategico 2026-2028 della Fondazione Chips-IT, il centro italiano dedicato al design dei circuiti integrati a semiconduttore con sede a Pavia. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, mondo accademico e grandi player industriali e che, di fatto, conferma una cosa: Pavia è entrata nel “club” delle città chiave per il futuro dei chip.
Ma che cosa cambia, concretamente, per chi vive, studia o lavora in città? E perché i semiconduttori sono improvvisamente così importanti per il territorio pavese? In questo articolo cerchiamo di mettere in fila i fatti, evitando slogan, per capire perché questa notizia è tutt’altro che “tecnica”.

Che cos’è la Fondazione Chips-IT e perché è a Pavia
La Fondazione Chips-IT è il centro italiano per il design dei circuiti integrati: in parole semplici, è il luogo dove si progettano i “cervelli” elettronici che fanno funzionare auto, smartphone, macchinari industriali, dispositivi medici, sistemi di intelligenza artificiale.
Non si tratta di una semplice “unità di ricerca”, ma di una fondazione nazionale inserita nelle strategie italiane ed europee sui semiconduttori, in coerenza con il Chips Act europeo, che punta a rafforzare la autonomia tecnologica dell’Europa.
La cosa interessante, per noi, è che la sede è a Pavia. La città è stata scelta come punto di riferimento per una serie di motivi:
- la presenza di un’Università con competenze forti in ingegneria, fisica, elettronica;
- un territorio già attivo su microelettronica e scienze della vita (San Matteo, Parco Cardano, ecc.);
- una posizione strategica fra Milano, Piacenza, Genova e Torino, nel cuore del Nord produttivo.
Durante la presentazione al Ghislieri è stato ricordato che i semiconduttori sono “ovunque”: nella mobilità, nella sanità, nell’industria, nell’intelligenza artificiale. Non è quindi un settore di nicchia, ma uno dei fronti più caldi dell’economia globale dei prossimi anni.
Cosa prevede il Piano Strategico 2026-2028
Il Piano Strategico 2026-2028 della Fondazione, presentato dal presidente Alberto Sangiovanni-Vincentelli e dal direttore Carlo Reita, si muove su tre direttrici principali:
- Valorizzazione dei talenti: attrarre e formare specialisti nel design dei chip, creando percorsi di carriera competitivi anche rispetto ai grandi hub internazionali.
- Sostegno a startup e nuove imprese: accompagnare la nascita di aziende innovative legate alla microelettronica e alle tecnologie collegate.
- Trasferimento tecnologico: portare le competenze sviluppate in Fondazione dentro il tessuto produttivo, dalle grandi industrie ai fornitori più piccoli.
Dal punto di vista economico, il Piano poggia su una dotazione complessiva di circa 200 milioni di euro, messa in campo dal Governo per sostenere la crescita di Chips-IT. Una cifra importante se si pensa alle dimensioni della città.
È previsto inoltre un investimento di 50 milioni di euro in apparecchiature tecnologiche di ultima generazione, strumenti che faranno il loro ingresso per la prima volta in Italia proprio nei laboratori di Pavia. Le linee di sviluppo tecnico riguardano, in particolare:
- circuiti digitali di nuova generazione;
- sistemi avanzati di telecomunicazione;
- circuiti analogici ad alte prestazioni.
Già oggi la Fondazione conta 47 professionisti in organico, i primi chip progettati e testati, collaborazioni con STMicroelectronics, Stellantis, Luxottica e progetti che toccano automotive, microelettronica avanzata e dispositivi “smart”.
Investimenti, lavoro e ricadute sul territorio
Quando si parla di oltre 200 milioni di euro investiti, la domanda naturale per chi abita a Pavia è: “quanti posti di lavoro crea tutto questo?”.
Una risposta numerica precisa arriverà solo nei prossimi anni, ma ci sono alcuni segnali chiari:
- il team interno di Chips-IT crescerà, da 47 professionisti a numeri più significativi man mano che i progetti entreranno a regime;
- si apriranno spazi per dottorandi, assegnisti, ricercatori legati all’Università di Pavia e alle aziende partner;
- il lavoro sui semiconduttori genererà indotto: servizi, consulenze, forniture di alta tecnologia, formazione, housing.
Per chi studia ingegneria elettronica, informatica, fisica, matematica, data science a Pavia, avere un centro di questo tipo “in città” significa opportunità di tesi, stage e lavoro qualificato senza dover per forza emigrare.
Per il territorio, significa avere un motore di attrazione: persone e aziende che normalmente guarderebbero solo a Milano, Torino o all’estero, iniziano a considerare Pavia come opzione concreta, anche grazie a progetti come Your Next Pavia 2025, che punta proprio a rafforzare la vocazione del territorio su microelettronica, scienze della vita e sostenibilità.
L’“ecosistema Pavia”: università, imprese e Your Next Pavia
Uno dei messaggi più forti emersi durante la presentazione del Piano riguarda il cosiddetto “ecosistema Pavia”. Diversi interventi – da Assolombarda alla Regione – hanno sottolineato come il distretto pavese abbia dimostrato di saper “fare squadra”: ricerca, imprese, istituzioni.
Alcuni tasselli di questo ecosistema:
- l’Università di Pavia, con i suoi dipartimenti tecnico-scientifici e una lunga tradizione nella formazione di ingegneri ed esperti di elettronica;
- la Fondazione Chips-IT, come motore nazionale sul design dei chip;
- il Policlinico San Matteo e il mondo delle scienze della vita, che offrono campi applicativi enormi (dispositivi medici intelligenti, diagnostica avanzata, ecc.);
- il progetto Your Next Pavia 2025, con iniziative come Parco Cardano e altri poli ad alta tecnologia seguiti da Assolombarda sul territorio.
Mettere insieme questi pezzi significa immaginare una Pavia che non è solo città universitaria “classica”, ma un distretto di innovazione che lavora su chip, medicina, sostenibilità, servizi avanzati. Non un Silicon Valley in miniatura, ma qualcosa di più concreto e pavese: un territorio che usa bene le sue competenze storiche per affrontare sfide molto attuali.
Perché questa partita riguarda anche chi non è ingegnere
A questo punto qualcuno potrebbe pensare: “Bene per l’università, ma io che faccio tutt’altro cosa c’entro?”.
In realtà, il fatto che Pavia diventi un polo nazionale dei semiconduttori ha impatti che vanno oltre il mondo tecnico:
- Lavoro e servizi – più persone qualificate in città significa più domanda di casa, di ristorazione, di cultura, di servizi alla persona.
- Immagine e orgoglio cittadino – Pavia smette di essere conosciuta solo per il centro storico e per San Matteo, e comincia a essere citata nei dossier su chip, AI, innovazione.
- Scuola e formazione – scuole superiori e ITS possono sviluppare percorsi orientati a questi settori, creando più collegamenti tra studio e lavoro.
- Politiche pubbliche – le scelte su mobilità, spazi urbani, servizi sociali dovranno sempre più tenere conto di una città che attrae talenti e imprese ad alto contenuto tecnologico.
In altre parole: anche se non progetti chip, il fatto che Pavia diventi un hub in questo campo ti tocca da vicino, perché cambia il profilo economico e sociale della città in cui vivi.
Cosa possono fare studenti, imprese e cittadini
Il rischio, con queste notizie, è considerarle “cose da addetti ai lavori”. In realtà, ci sono alcuni passi concreti che ciascuno può valutare.
Per studenti e giovani professionisti
- informarsi sui percorsi di laurea e master collegati a microelettronica, informatica, AI;
- seguire seminari, open day e bandi legati alla Fondazione Chips-IT e all’Università;
- considerare Pavia non solo come luogo di studio, ma come possibile luogo dove restare a lavorare.
Per le imprese del territorio
- capire se nei propri processi ci sono aspetti di elettronica, sensoristica, automazione che potrebbero beneficiare di collaborazioni con l’ecosistema Chips-IT;
- entrare in contatto con Assolombarda Pavia per conoscere bandi, reti e progetti aperti;
- valutare la possibilità di ospitare tirocini, tesi e progetti congiunti con studenti e ricercatori.
Per i cittadini
- seguire con attenzione le notizie sullo sviluppo del progetto, evitando sia entusiasmi ingenui sia catastrofismi;
- partecipare agli incontri pubblici quando si parlerà di città, lavoro, innovazione;
- sostenere una narrazione di Pavia che non sia solo “cronaca nera”, ma anche studio, lavoro, ricerca e impegno sociale, come ricordato anche dal sindaco in diversi interventi pubblici.
La partita dei semiconduttori è globale, ma una parte si gioca anche qui, tra le vie, i cortili universitari e i laboratori di Pavia. Sapere che cosa sta succedendo è il primo passo per non restare spettatori.
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