Dolce ristoro: Il mondo del tè

  • Paola Montonati

lemon tea antioxidant aroma aroInfuso perfetto nelle giornate autunnali, il tè è ricavato dalle foglie, miscelate con altre spezie, erbe o essenze, di una pianta legnosa, la Camellia sinensis.

Nota per essere la più antica bevanda dell'Estremo Oriente, ha una posizione culturale come quella del vino in Occidente e sono molte le leggende sull'origine del tè.

Una delle più famose sull’imperatore cinese Shen-Nung, celebre per la sua profonda conoscenza delle proprietà medicinali di erbe e piante, che scoprì casualmente come le foglioline di uno specifico albero, cadute in un recipiente d’acqua in ebollizione, la trasformavano in una bevanda dissetante e corroborante.

La storia racconta il diffondersi della bevanda del tè in Cina, ai primi secoli della nostra era e le tecniche di preparazione del tè che si sono sviluppate sono bollito, sbattuto e infuso, identificate con le dinastie imperiali in cui esse prevalsero.

Nel VII secolo d.C, sotto la dinastia Tang, il tè era la bevanda nazionale cinese e lo si faceva essiccando le foglie della pianta, per poi pressarle fino ad avere dei panetti duri, facili da trasportare.

Per ottenere la bevanda veniva staccato dal blocco una minima quantità di prodotto, poi frantumato nel mortaio, e bollito in acqua con ingredienti come sale, zenzero, buccia d'arancia, latte e qualche volta cipolle.

Ancora oggi alcune aree di Tibet, Mongolia e India preparano il tè quasi allo stesso modo.

Fu nel 780 d.C. che venne pubblicata la prima opera enciclopedica sull'argomento il Canone del Tè o Ch'a Ching del poeta Lu Yu.

Dal X secolo, sotto la dinastia Sung, il tè conobbe la massima popolarità, gran parte degli ingredienti scomparvero e la bevanda divenne alla moda.

Il tè veniva preparato in un nuovo metodo, con le foglie che erano pestate e ridotte in polvere finissima, poi passata in una ciotola, dopo l'aggiunta di acqua calda, ed era schiumata con un frustino di bambù.

Oggi il rituale di quella preparazione sopravvive in parte nella cerimonia del tè in Giappone.
In quei secoli le foglie del tè erano parte del tesoro imperiale, da usare come moneta di scambio e mezzo di pagamento per i cavalli acquistati presso le popolazioni mongole del nord.

Durante la dinastia Ming del XIV secolo si affermò la produzione e la conservazione delle foglie di tè sfuse e la bevanda si preparava mettendo le foglie in infusione nell'acqua calda, seguendo il metodo attuale.

Fu in quest'epoca che la teiera di porcellana fu un accessorio indispensabile e s’imposero le tazze bianche dello stesso materiale, per esaltare il colore della bevanda.

Non si sa se furono i portoghesi o gli olandesi i primi a portare il tè in Europa all’inizio del Seicento, caricate nelle stive delle navi come un riempitivo dello spazio lasciato libero da altre merci.

Dal 1637 la Compagnia Olandese delle Indie Orientali vide le possibilità di profitto ricavabili vendendo le foglie del tè quali medicamento.

Ben presto gli olandesi divennero degli estimatori della bevanda, facendone scendere il valore di mercato, e già alla metà del XVII secolo era usanza bere tè nel pomeriggio anche in Inghilterra, dove l'abitudine si diffuse velocemente anche presso i ceti intermedi.

In Francia uno dei primi ad apprezzare il tè fu Luigi XIV, che ne esaltava le proprietà terapeutiche. Dall'Ottocento il tè è coltivato in India, Ceylon, Indonesia e successivamente nelle aree dell'Africa Orientale, creando ancora oggi per le differenze di terreno e di clima molti tipi di tè e aromatizzazione.

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