Cheese 2019 a Bra

  • Paola Montonati

cheese 1Tutti gli appassionati di formaggio, ma anche di latticini di ogni tipo, fino al gelato, saranno a Bra, in Piemonte, per Cheese 2019, dal 20 al 23 settembre, tra eventi, incontri, tavole rotonde, degustazioni inedite e street food da tutto il mondo, al formaggio, come i celebri Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Mozzarella di Bufala campana o Gorgonzola, celebri e ospiti fissi, ma anche i meno conosciuti, delle montagne, dalle Alpi Liguri ai monti Tatra della Slovacchia, dai territori intorno al Monviso al Québec, in Canada, dalla Valle Varaita al Cilento.

Sarà un vero e proprio viaggio all’interno del mondo del formaggio e della sua produzione, minacciata dalle grandi produzioni industriali, godendosi i gusti diversi di migliaia di formaggi da tutto lo Stivale e da tutto il mondo, dalla Francia alla Gran Bretagna, passando dall’Australia, dal Canada, dal Brasile, dall’Equador e dal Cile. Presentati da soli, o in abbinamenti inediti, come il Parmigiano Reggiano con una selezione dei migliori cru del principe dei vini, il Barbaresco, mentre una selezione di formaggi di montagna sono legati al Vermouth di Torino, caratteristico vino aromatizzato ottenuto in Piemonte.

E se il formaggio a Cheese incontra una selezione di rum Plantation, fa anche la conoscenza col cioccolato, con diverse lavorazioni di latte di bufala, mentre i formaggi d’alpeggio confermano la laison con l’Amarone.

Ma Cheese 2019 non è solo formaggi, infatti Slow Food racconta temi del mondo caseario, ma che toccano altri settori, allargando il confronto a questioni importanti per tanti aspetti, come il climate change, che viene affrontato a più riprese, con la tavola rotonda dedicata al #FoodForChange, dove s’indaga il legame tra cibo e crisi climatica, per cui lo squilibrio degli ecosistemi è fortemente influenzato da ciò che si consuma quotidianamente. 

Si parlerà anche di lotta allo spreco alimentare, con il Laboratorio del Gusto dedicato al gelato del recupero, quello prodotto con scarti dei formaggi, tenendo fede alla cultura del riciclo per cui, soprattutto in cucina, non si butta via niente.

A Cheese c’è anche il tema dell’immigrazione, e dell’integrazione delle popolazioni migranti, che spesso avviene, o dovrebbe avvenire, attraverso la cucina, con il progetto Le ricette del dialogo, grazie alla quale delle ragazze nigeriane che hanno trovato il riscatto sociale proprio grazie al cibo.
Una grande importanza ce l’ha la produzione resistente di formaggio, e per questo Slow Food, in avvio di Cheese 2019, con il neo Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, insieme al presidente di Slow Food Carlo Petrini, e ad Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Gianni Fogliato, sindaco di Bra, ha consegnato i premi alla Resistenza Casearia, riconoscimento a donne e uomini che incarnano i valori di Slow Food. 

E di resistenza casearia si parlerà in chiusura di Cheese il 23 settembre, con un giro nel mondo della produzione naturale di formaggio in 80 tappe, partendo da uno degli estremi del mondo, con la prima produttrice a latte crudo dall’Australia, andando nel continente americano che negli ultimi anni sta scoprendo la qualità e del latte crudo, dal Canada al Brasile, passando per l’Ecuador, con storie di coraggio e passione per far sopravvivere produzioni e tradizioni che rischiano di scomparire sotto la pressione dell’industria, del mercato o di legislazioni sfavorevoli.

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