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Sagra dell’agnolotto a Pecetto di Valenza

  • Paola Montonati

downloadDal 22 al 25 agosto si terrà la Sagra dell’Agnolotto a Pecetto di Valenza, presso il Centro Sportivo Comunale, in un’area dove tutte le sere, dalle 19.30, si potranno gustare ottimi agnolotti e altre golose specialità. 

Ad arricchire la sagra, organizzata dalla Proloco di Pecetto di Valenza in collaborazione con la Fenice, ci sarà anche il banco di beneficenza e musica. 

Per il dopocena di giovedì 22 agosto è prevista una serata Dj Set con animazione by Farinelli Group, venerdì 23 Latin Night con una selezione di brani a cura di Gildo Farinelli, sabato 24 agosto animazione e musica con I Mambo e per il finale di domenica 25 Live Music fino alle 22 e, a seguire, un Dj Set.

Centro agricolo all'estremo margine orientale del basso Monferrato, su uno sprone collinare digradante verso la sponda destra del Po, noto per aver dato i natali a Giuseppe Borsalino, Pecetto è l'antica Pecetum Valentinum romana, come dimostrano quell'epoca i resti di mura romane rinvenute nei dintorni del paese e il selciato di una strada romana, diramazione della via Giulia che da Asti portava a Valenza.

Dei secoli successivi all'età romana si sa ben poco e solo dopo il Mille, quando gli Aleramici fondarono la marca del Monferrato, Pecetto è nominato come un feudo del potente marchesato.

In seguito l’imperatore Enrico IV nel 1063 lo dono al vescovo di Vercelli, che lo cedette in feudo ai marchesi di Occimiano.

Nella seconda metà del XIII secolo le lotte violente tra guelfi e ghibellini spinsero il marchese del Monferrato nel 1289 a impadronirsi di Alessandria e Tortona, ma i Visconti, patroni dei ghibellini, cercarono di fermarlo ma questi riuscì a occupare Pecetto, Valenza e poi Casale.

Successivamente i Visconti riconquistarono Pecetto con Valenza, mentre alcuni abitanti vennero citati dai guelfi a comparire davanti agli inquisitori di Valenza e poiché non si presentarono, furono condannati in contumacia.

Con gli spagnoli il paese fu annesso al contado di Pavia e al ducato di Milano e, durante la guerra tra francesi e spagnoli, fu teatro di un sanguinoso scontro e nel giorno del Corpus Domini del 1557 il castello venne distrutto come risulta dall’archivio parrocchiale.

Alterne vicende coinvolsero il paese sino alla Rivoluzione francese, poi il borgo rimase sotto il dominio degli austriaci che richiedevano forti tributi in natura e denaro.

Dopo il Congresso di Vienna il comune tornò ai Savoia e, durante la guerra d’indipendenza del 1859, Vittorio Emanuele II salì sui resti del castello per osservare le mosse delle truppe austriache capitanate dal generale Giulaj che avevano invaso la Lomellina.

Dell'antico castello feudale oggi restano i ruderi di una torre, mentre la Parrocchiale di Santa Maria, di stile barocco lombardo e eretta nel 1739 su progetto dell’architetto De Aquillara di Pavia, spicca nella piazza centrale con una delicata scalinata sormontata da un bel pronao.

Molto interessante anche la Certosa, di stile rinascimentale, che presenta un ampio portico sostenuto da colonne di granito toscano anche se oggi ha perso molto del suo antico splendore.

Costruito da Gian Galeazzo Visconti come dono alla Certosa di Pavia, il complesso fu nel periodo rinascimentale il cuore del fermento culturale di Pecetto.

Il seicentesco Palazzo De Questore è un tributo alle antiche famiglie pecettesi, mentre dal 1920 sulla piazza centrale si trova il monumento a Giuseppe Borsalino dello scultore Luigi Contratti.

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